Chi non conosce il mal di primavera? L’arrivo della bella stagione è il periodo dell’anno in cui più ci sente affaticati e svogliati. Tra il jet lag da ora legale, la stanchezza accumulata nei mesi dell’inverno e la consapevolezza che le vacanze di Pasqua non sono state sufficienti a ricaricare del tutto le batterie, non c’è da stupirsi se ci sentiamo cogliere dalla sonnolenza di metà giornata, oppure se ci sentiamo svogliati e irritabili. Si tratta per lo più di un fenomeno temporaneo di riassetto biologico, destinato a risolversi nel giro di qualche settimana. Il cosiddetto “mal di primavera” è legato però ad alcuni falsi miti ai quali non prestare credito.
LE CAUSE DEL MAL DI PRIMAVERA – Ecco, innanzi tutto qualche notizia vera e certa. Il cosiddetto “mal di primavera” è dovuto soprattutto alla maggiore quantità di luce diurna a disposizione e alla sua influenza sull’orologio biologico e sui ritmi circadiani. In particolare, la maggiore esposizione alla luce riduce la produzione di melatonina e alza i livelli di serotonina, con conseguente aumento di sonnolenza diurna. I primi tepori provocano una certa vasodilatazione, a cui può accompagnarsi un calo della pressione sanguigna e a una sensazione di debolezza fisica. L’allungamento delle giornate, anche per effetto dell’ora legale, aumenta le difficoltà ad addormentarsi alla sera e rende il sonno meno ristoratore. Per adattarsi a questa nuova situazione metabolica e climatica, l’organismo è costretto a spendere più energia: questo “superlavoro” lascia una sensazione di mancanza di forze, difficoltà di concentrazione e di irritabilità. Se a questa condizione si aggiungono anche fattori ambientali come la comparsa di allergie stagionali ai pollini, l'organismo può trovarsi in difficoltà ancora maggiori.
MITI DA SFATARE – Ecco adesso alcune bufale a cui non prestare ascolto.
- La stanchezza di primavera è una malattia – FALSO - La stanchezza primaverile non è riconosciuta come una patologia medica e non esistono protocolli “ufficiali” di cura. Si tratta piuttosto di un processo di adattamento fisiologico e psicologico dell'organismo a nuovi ritmi biologici, che può provocare qualche disturbo.
- Il mal di primavera è solo suggestione - FALSO - Sebbene ci sia una componente culturale, i cambiamenti di luce e temperatura influenzano realmente i ritmi circadiani e ormonali, creando malesseri e disturbi più o meno intensi.
- Per curare il mal di primavera occorre dormire almeno otto ore per notte: VERO E FALSO - Un buon sonno è necessario in tutte le stagioni dell’anno per sentirsi scattanti e pieni di energia. Ciascuno però ha un proprio ritmo ottimale tra sonno e veglia: quello che conta soprattutto è la regolarità degli orari e la qualità del riposo. Rincorrere ossessivamente il numero di ore perfetto o le strategie del cosiddetto Sleepmaxxing, ovvero la tendenza raccontata dai social per ottimizzare il sonno attraverso routine estreme, tendono a ottenere l’effetto contrario, trasformando il riposo in fonte di stress.
- Il magnesio è un minerale che favorisce il relax - VERO - Il magnesio contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e alla distensione muscolare, agendo come un rilassante naturale. Contribuisce a ridurre l'ansia e lo stress, migliora la qualità del sonno grazie al suo ruolo nella regolazione del neurotrasmettitore GABA e dell'ormone melatonina. Tra i cibi più ricchi di magnesio ci sono banane, spinaci, mandorle, semi di zucca, fagioli neri e cacao. Il momento migliore per assumerli è la sera, durante la cena.
- I carboidrati a cena sono "vietati" per chi vuole dormire bene – FALSO - Pasta, riso o pane (meglio se integrali) contengono triptofano e stimolano la produzione di insulina, che ne facilita il trasporto nel cervello. Una cena di sole proteine, senza una quota di carboidrati, rende più difficile la sintesi della melatonina.
- Contro l’affaticamento primaverile si deve agire sullo stile di vita – VERO – Per vincere il “mal di primavera” occorre puntare su uno stile di vita attivo, ma equilibrato. In particolare, occorre trascorre il maggior numero di ore possibile all’aria aperta, esponendosi alla luce diurna per regolarizzare i cicli della produzione di melatonina; dormire un numero sufficiente di ore e curare la qualità del sonno senza farne una mania; seguire i principi di un’alimentazione sana e variata, e consumare i pasti sempre alla stessa ora, per favorire la sincronizzazione dei ritmi circadiani; svolgere regolarmente attività fisica moderata, meglio se all’aria aperta.
E SE IL MAL DI PRIMAVERA PERSISTE? – Se i malesseri e il senso di affaticamento si protraggono per più settimane, può essere opportuno rivolgersi al medico, per escludere che siano dovuti a cause diverse dal cambio di stagione.