Svolta per gli stipendi del comparto istruzione. L’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e i sindacati hanno siglato l'accordo sulla parte economica del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) 2025-2027. Secondo l'intesa, i docenti vedranno un aumento di 143 euro lordi mensili nella loro busta paga, mentre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) l’incremento sarà di 107 euro.
"Grazie alla firma della parte economica del Contratto collettivo nazionale relativo al Comparto Istruzione arrivano ulteriori incrementi retributivi mensili". È l'annuncio del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. In arrivo anche gli arretrati, "pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli Ata". "Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale", spiega Valditara.
Zangrillo: "Quello che avevamo promesso abbiamo mantenuto" -
La soddisfazione di Valditara per l'esito del negoziato, conclusosi dopo tre sessioni di lavoro, è condivisa dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo che ha parlato di "obiettivo raggiunto". "Tre rinnovi per la scuola in tre anni, con l'ultimo firmato appena quattro mesi fa. Dal 2023 a oggi abbiamo firmato i contratti relativi ai trienni 2019/21, 2022/24 e 2025/27. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto. Quello che avevamo promesso abbiamo mantenuto". Lo afferma il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Il ministro ha poi concluso: "Abbiamo garantito così con i tre rinnovi un incremento complessivo superiore al 16 per cento per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto".