
Shelly Kittleson, è mistero sulla liberazione della giornalista rapita in Iraq
La reporter è stata prelevata a Baghdad da uomini armati vicino al Palestine Hotel. Media iracheni avevano dato l'annuncio del suo rilascio, ma non ci sono conferme

E' giallo sulla liberazione di Shelly Kittleson, la giornalista rapita in Iraq. La notizia del rapimento è stata seguita, nelle ore successive, da voci su un possibile rilascio, mai confermato, in un clima che viene descritto di grande confusione sul sequestro. Secondo un collega della Cnn, “potrebbe essere tenuta in ostaggio a Baghdad da Kataib Hezbollah” (Kh), un gruppo paramilitare sciita iracheno alleato di Teheran. Uno dei sospetti rapitori sarebbe già stato arrestato. Altre fonti dichiarano che la giornalista sarebbe stata liberata e trasferita in ospedale. Ma mancano conferme ufficiali.
Quello che sappiamo - Shelly Kittleson è stata rapita nel centro di Baghdad da un gruppo armato. Un video di Al-Arabiya/Al-Hadath documenta il momento in cui un’auto si è fermata vicino alla reporter americana in una strada trafficata di Baghdad, prima che un gruppo di uomini armati ma in abiti civili si avvicinasse e la costringesse con la forza a salire a bordo del veicolo, fuggito a tutta velocità. Secondo l’emittente irachena Shafaq News, il sequestro sarebbe avvenuto nei pressi del Palestine Hotel, storico albergo dei corrispondenti stranieri durante la guerra del Golfo.
L'annuncio del ministero dell'Interno - Il ministero dell’Interno iracheno ha confermato il rapimento, senza però confermarne l’identità. “Questa sera – precisa in un comunicato – una giornalista straniera è stata rapita da individui non identificati. Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un’operazione per individuare i responsabili, sulla base di informazioni precise e attraverso attività operative sul campo, seguendo i movimenti dei sequestratori”.