Accusato di concussione

Benevento, arrestato il capo di gabinetto di Mastella

Gennaro Santamaria, dirigente del Comune, è stato bloccato dopo la denuncia presentata da un libero professionista

© Da Facebook

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Un dirigente del Comune di Benevento è stato arrestato in flagranza di reato mentre intascava una tangente di quattromila euro. Nei suoi confronti, l'accusa di concussione. A far scattare l'operazione è stata la denuncia sporta da un libero professionista, amministratore di una società di progettazione locale, che ha portato i carabinieri a fermare Gennaro Santamaria, 63enne capo di gabinetto del sindaco Clemente Mastella

Secondo il racconto dell'uomo, Santamaria avrebbe più volte abusato della sua posizione apicale all'interno dell'amministrazione pubblica per perseguitarlo e pretendere un'ingente somma di denaro in cambio dello sblocco di procedimenti amministrativi e pratiche edilizie. Istanze che, spiegano gli inquirenti, erano state sospese in maniera anomala, con la scusa di ritardi burocratici e pretestuose richieste di integrazione documentale "finalizzata a indurre uno stato di soggezione e asfissia economica". Fino alla richiesta esplicita di 70mila euro per sbloccare l'iter delle pratiche.

E qui è scattato l'intervento dei Carabinieri, che hanno colto in flagrante il dirigente mentre intascava la prima tranche da 4mila euro in contanti (denaro già restituito al professionista). Nel corso della successiva perquisizione presso l'abitazione dell'indagato, oltre al sequestro di vari orologi di pregio (del valore stimato in circa 100mila euro), i carabinieri del comando provinciale di Benevento si sono trovati di fronte a un vero e proprio "archivio" del contante: 157.400 euro in banconote, suddivisi con chirurgica precisione in mazzette da 5mila euro ciascuna. Ogni mazzetta era inserita in una busta di carta recante all'esterno l'indicazione a penna della cifra contenuta.

"Questo risultato investigativo - commenta il procuratore D'Angelo - dimostra plasticamente come la legalità non possa essere delegata esclusivamente all'azione repressiva della Procura della Repubblica o delle forze dell'ordine. Il vero e insuperabile argine contro ogni forma di sopruso, concussione o condizionamento illecito risiede nel sentimento di legalità dei cittadini e nella loro determinazione a non piegarsi alle logiche del malaffare. Il rinvenimento di somme di denaro così ingenti e - allo stato - non giustificate, richiama l'urgenza di fare fronte comune contro ogni forma di prevaricazione. Per questo motivo, la Procura della Repubblica di Benevento invita fermamente cittadini, professionisti e imprenditori a non subire in silenzio, ma a denunciare tempestivamente qualsiasi episodio di concussione, estorsione o comunque di pressione illecita di cui siano stati vittime o testimoni. Si rivolgano con fiducia alle istituzioni dello Stato".

Il reato contestato, spiegano gli investigatori, riguarda soltanto la persona che l'avrebbe commesso e non il Comune: "Allo stato attuale delle investigazioni preme chiarire - precisa il procuratore della Repubblica di Benevento, Nicola D'Angelo - che le condotte contestate attengono esclusivamente al profilo di responsabilità individuale del dirigente e non risultano estese, né riconducibili, ad altri settori o dinamiche gestionali della macchina amministrativa dell'Ente. L'attività d'indagine ha inteso cristallizzare la condotta isolata di uno specifico e circoscritto centro di interessi, senza che siano emersi elementi di connessione con la restante struttura comunale".

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