LE PAROLE DELLA DONNA

Perugia, la mamma del 17enne che progettava una strage :"Dovevo controllarlo sui social, ho sbagliato a fidarmi troppo"

Intervistata dal quotidiano La Repubblica la donna ha espresso sgomento per quanto contestato a quel ragazzo per il quale a scuola "ci facevano i complimenti"

© Da video

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"Mio figlio non è un violento, rimarrò accanto a lui. Non accetto quello che ha fatto, si è rovinato il futuro per ideali che sono certa non sono i suoi". A parlare, durante un'intervista a La Repubblica, è la mamma del 17enne arrestato a Perugia con l'accusa di star progettando una strage a scuola. La donna, che ha poco meno di 50 anni e un unico figlio, esprime incredulità per quanto contestato al ragazzo che, racconta, era apprezzato dai professori della nuova scuola che frequentava e che ora si trova rinchiuso nel carcere minorile di Firenze

L'indagine partita nel 2023 -

 "I carabinieri erano già venuti a luglio a casa nostra perché questi fatti risalgono al 2023 e mio figlio era già indagato", racconta la mamma del giovane che prosegue: "Stamani invece sono piombati alle 6 con i cani molecolari per cercare l'esplosivo, non c'era niente. È tutto sul cellulare che già avevano sequestrato". Quando i militari dell'Arma sono entrati nell'appartamento di mamma e figlio il ragazzo, afferma la donna, "ha trattenuto le lacrime, come me. È rimasto in camera durante la perquisizione. Già in estate mi aveva detto: "mamma vedrai che mi arrestano". Ed è successo".

La mamma: "Dice che non avrebbe fatto niente di male, io gli credo" -

 La donna spiega che il figlio le ha raccontato di aver scritto sui social cose bruttissime e poi, spaventato di poter essere bersaglio di qualche ritorsione da parte di qualche affiliato ai gruppi ai quali era iscritto, "ha finto di essere uno di loro". "Gli ho chiesto se davvero avrebbe sparato a dei ragazzi. Mi ha detto "mamma no, mai. Era curiosità". Io gli credo, spero possa emergere presto dalle indagini".

"Non l'ho controllato sui social, mi fidavo" -

 La mamma del 17enne racconta che, spesso, il ragazzo tendeva a isolarsi in camera con il telefono e che quanto accaduto non è attribuibile a uno scarso controllo scolastico, anzi. "Secondo me la scuola con lui è stata molto attenta. Do delle colpe a me perché non l'ho controllato bene sui social, gli chiedevo cosa faceva e mi fidavo di lui", afferma. "Quando si nascondeva in cameretta con il telefonino, cercavo di indagare. Lui si arrabbiava, mi diceva che interrompevo i suoi video. L'anno prima che entrasse in quei gruppi, mi parlava di Casa Pound. Mi aveva chiesto di andare alle manifestazioni. Gliel'ho vietato".

Lo studente modello bullizzato alle medie -

 Da settembre, dice la donna, il 17enne frequenta un nuovo liceo in provincia di Perugia dopo aver frequentato i primi due anni a Pescara, città d'origine della famiglia. "Mi sono separata qualche anno fa e alla fine abbiamo deciso di andare via e ricominciare da capo, l'indagine è subentrata dopo" spiega. "I professori ci hanno fatto i complimenti. Ha una cultura generale molto ampia, è amante della storia e dei diritti umani, di politica. Frequenta l'indirizzo di scienze umane". "Mio figlio era stato bullizzato alle medie. È robusto e qualcuno, a Pescara, gli diceva "ciccione di m...", penso ci soffra", aggiunge. 

Il pentimento -

 Secondo quanto raccontato dalla mamma del 17enne, quest'ultimo si sarebbe pentito per quanto fatto. "Mi ha detto che si è pentito e che ha vissuto nella paura in questi mesi perché aveva compreso che ormai era nei guai. "Ho fatto una cosa grave", mi ha detto e adesso non c'è più soluzione. Ci siamo lasciati oggi guardandoci negli occhi, spero che questo incubo finisca presto", conclude la donna. 

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