l'attesa norma

Al via l'obbligo di polizza assicurativa contro le calamità naturali: quanto costerà a ristoranti e hotel

I premi annuali vanno da 272 euro per un ristorante a Milano fino a oltre 2.100 euro per un hotel a Palermo

© Istockphoto

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Da oggi 31 marzo 2026 scatta l'obbligo di assicurarsi contro le calamità naturali anche per le micro e piccole imprese del settore turistico e della ristorazione. La cosiddetta polizza "Cat Nat" non è più facoltativa: bar, trattorie, ristoranti, hotel e strutture ricettive devono adeguarsi. Stesso obbligo per chi opera nella pesca e nell'acquacoltura.

A rispondere alla domanda sui costi ci ha pensato un'analisi condotta da Facile.it in collaborazione con Italfinance e Finital, che ha simulato i premi assicurativi per due tipologie di attività (un ristorante e un hotel) in tre città italiane: Milano, Roma e Palermo.

 

I numeri, prezzi più bassi delle attese -

  La prima sorpresa è che i costi risultano inferiori alle aspettative. Prendendo come esempio un ristorante con un immobile da 500mila euro, macchinari e attrezzature per 150mila euro ciascuno, il premio annuale varia sensibilmente a seconda della città: si parte da 272 euro a Milano, si sale a 628 euro a Palermo fino a raggiungere i 776 euro a Roma.

Le quotazioni crescono per un hotel, dove i valori assicurati sono naturalmente più elevati: con un fabbricato da 1,5 milioni di euro, impianti da 300mila euro e attrezzature da 200mila, la spesa annua parte da 556 euro a Milano e sale a 835 euro a Roma. Il picco si registra a Palermo, con 2.111 euro, un divario che riflette il profilo di rischio più alto del territorio.

Perché i prezzi variano tanto -

 Il premio non dipende solo dal valore degli immobili. Gli esperti spiegano che entrano in gioco numerosi fattori: la rischiosità del territorio (inclusa la probabilità storica di eventi calamitosi), la vulnerabilità strutturale dell'edificio, le sue caratteristiche costruttive, il piano in cui si trova l'attività, il tipo di impresa e, naturalmente, le politiche tariffarie di ciascuna compagnia assicurativa.

Cosa copre (e cosa no) la polizza obbligatoria -

 Non tutto è coperto per legge. La normativa prevede la copertura obbligatoria per sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Restano invece fuori dall'obbligo fenomeni come grandine, trombe d'aria e bombe d'acqua: per proteggersi da questi eventi occorre sottoscrivere garanzie aggiuntive.

Ci sono anche dettagli tecnici da non sottovalutare. Le frane, per esempio, rientrano nella copertura solo se l'evento è rapido e improvviso: se si tratta di uno smottamento graduale, il danno non è indennizzato. Sono escluse inoltre mareggiate e valanghe, e, come ovvio, gli edifici abusivi o non a norma non possono essere assicurati. Prima di firmare qualsiasi contratto, è fondamentale verificare con attenzione massimali, franchigie e clausole di esclusione.

Cosa rischia chi non si adegua -

  Al momento non sono previste sanzioni pecuniarie dirette per le imprese inadempienti. Tuttavia, chi non stipula la polizza perde l'accesso a contributi e agevolazioni pubbliche e, in caso di evento calamitoso, dovrà fronteggiare i danni interamente con risorse proprie, senza poter contare su indennizzi statali. Un rischio che, visti i costi relativamente contenuti delle polizze, difficilmente conviene correre.