allarme per un nuovo trend

Cosmeticoressia, quando la skincare diventa un'ossessione tra le preadolescenti

Il nuovo trend della cura della pelle tra le bambine sta attirando l'attenzione delle autorità e degli esperti, l'Antitrust avvia istruttorie

© Istockphoto

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Feste a tema principesse, ombretti e creme colorate per il viso da condividere con le amiche. Quello che una volta era un gioco innocente si è trasformato in una ossessione, che desta preoccupazione: la cosmeticoressia. Il fenomeno, emerso soprattutto sui social network, riguarda bambine e preadolescenti sempre più giovani che imitano in modo scrupoloso le routine di skincare degli adulti, dai sieri alle maschere, dai tonici alle creme anti-age.

Non si tratta di casi isolati: video virali e hashtag dedicati hanno già generato miliardi di visualizzazioni, alimentando un interesse precoce per prodotti non adatti alla pelle dei minori. Secondo le analisi internazionali, l'età media di chi inizia a seguire routine cosmetiche si sta abbassando, arrivando già tra gli 8 e i 12 anni.

Cos'è la cosmeticoressia? -

 Il termine deriva da "ortoressia", disturbo legato all'ossessione per l'alimentazione sana, e descrive un comportamento simile applicato alla cura della pelle. Bambini e preadolescenti sviluppano un'attenzione maniacale verso il proprio aspetto, con il rischio di alterare la percezione del proprio corpo e di creare abitudini potenzialmente dannose.

I dermatologi avvertono che l'applicazione di prodotti pensati per la pelle adulta può provocare irritazioni, dermatiti, alterazioni della barriera cutanea e reazioni allergiche. Ma i rischi non sono solo fisici: l'esposizione precoce a modelli estetici perfezionisti può influire su autostima, percezione corporea e comportamenti di consumo impulsivi.

L'Antitrust lancia l'allarme -

 Proprio per questi motivi, le autorità italiane hanno acceso i riflettori sul fenomeno. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due istruttorie nei confronti di aziende cosmetiche, ipotizzando pratiche commerciali scorrette legate alla promozione di prodotti destinati agli adulti verso bambini e preadolescenti, anche sotto i 10-12 anni. L'attenzione dell'Autorità riguarda principalmente due aspetti: la mancanza di avvertenze chiare sull'uso dei prodotti da parte dei più piccoli e strategie di marketing aggressive che incoraggiano l'acquisto compulsivo, soprattutto attraverso video di micro influencer molto seguite dai giovanissimi. Secondo il Codice del consumo, questo tipo di comunicazione rischia di colpire una fascia vulnerabile di consumatori.

Il ruolo dei social e delle micro influencer -

 Non è solo questione di prodotti, ma di contesto: piattaforme come TikTok amplificano contenuti beauty realizzati dalle stesse ragazze, che vengono imitati dai loro coetanei. Anche se la produzione dei video nasce spontaneamente, le aziende che traggono vantaggio da queste dinamiche contribuiscono a creare un ciclo che incoraggia abitudini potenzialmente dannose.

Una sfida globale -

 La cosmeticoressia non è solo un fenomeno italiano: negli Stati Uniti e in altri Paesi si sta assistendo a un abbassamento dell’età in cui bambini e preadolescenti iniziano a interessarsi a skincare e prodotti cosmetici. Alcuni legislatori hanno proposto divieti di vendita per determinate categorie di cosmetici a minori, sottolineando la necessità di proteggere i più piccoli da pratiche commerciali mirate.

Verso una consapevolezza necessaria -

 Mentre parte dell'industria cosmetica sta iniziando a rivedere il proprio approccio, per molti bambini la skincare rimane un gioco che può trasformarsi in ossessione. L'obiettivo, secondo esperti e autorità, non è demonizzare la cura di sé, ma educare all'uso responsabile e consapevole dei prodotti e tutelare la salute fisica e psicologica dei più giovani.  

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