
Colpo grosso nel Parmense: rubati capolavori di Renoir, Cézanne e Matisse
Il furto alla Fondazione "Magnani Rocca" di Mamiano di Traversetolo sarebbe durato meno di tre minuti

Tre dipinti di enorme valore sono stati rubati nella notte tra il 22 e il 23 marzo alla Fondazione "Magnani Rocca" di Traversetolo, nel Parmense. Il furto riguarda il dipinto "Les Poissons" di Pierre-Auguste Renoir, la "Natura morta con ciliegie" di Paul Cézanne, dipinta nel 1890 e "Odalisca sulla terrazza", acquatinta su carta del 1922 di Henri Matisse. I ladri si sono introdotti nella struttura forzando il portone d'ingresso. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri di Parma unitamente al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Tutto in tre minuti -
I ladri avrebbero agito "con una tempistica inferiore ai tre minuti in modo non estemporaneo, bensì nell'ambito di un contesto strutturato e organizzato". Così la Fondazione Magnani Rocca, interpellata, limitandosi a una breve nota per "le perentorie prescrizioni imposte dagli investigatori". Si parla di "evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine per l'entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei carabinieri e dell'istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per coraggio e tempestività" - ha fatto sapere la Fondazione. Secondo quanto emerso i ladri hanno rubato e abbandonato un quarto quadro all'interno dell'edificio. Evidentemente messi alle strette dall'attivazione del sistema d'allarme, hanno dovuto lasciare uno dei dipinti che volevano asportare.
L'opera "Les Poissons" -
L'opera di Renoir rubata rappresenta una delle rare testimonianze dell'autore visibili in una collezione permanente in Italia e incarna perfettamente la fase finale della carriera di Renoir, uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo. Questo periodo è noto ai critici come "periodo di Cagnes-sur-Mer", dal nome della località della Costa Azzurra dove l'artista trascorse gli ultimi anni della sua vita. Fu un'epoca segnata dalle sofferenze causate dall'artrite deformante, che lo costrinse a dipingere con i pennelli legati alle mani. Nonostante le difficoltà fisiche, Renoir continuò a ricercare nuove sfide stilistiche, approdando a una "nuova classicità" fatta di volumi solidi e colori caldi: "Les Poissons" ne è il risultato perfetto, in cui l'autore trasforma una semplice natura morta in un'esplosione di luce.
© Ansa|Le tre opere rubate
© Ansa|Il quadro del pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir "Les Poissons"
© Ansa|L'opera di Paul Cézanne "Natura morta con ciliegie", rubata dalla collezione della Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo
© Ansa|L'opera di Henri Matisse "Odalisque sur la terrasse" (1922), rubata dalla collezione della Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo
© Ansa
© Ansa|Le tre opere rubate
© Ansa|Il quadro del pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir "Les Poissons"
© Ansa|L'opera di Paul Cézanne "Natura morta con ciliegie", rubata dalla collezione della Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo
© Ansa|L'opera di Henri Matisse "Odalisque sur la terrasse" (1922), rubata dalla collezione della Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo
© Ansa
Il legame con Villa Magnani -
Il quadro è di piccole dimensioni (40×51,5 cm) ed era custodito presso la Fondazione da ben 36 anni, ovvero dall'apertura al pubblico della "Villa dei Capolavori" avvenuta nel 1990. Tuttavia, il legame del dipinto con il luogo è ancora più profondo: il quadro infatti faceva parte della collezione personale di Luigi Magnani (da qui il nome della villa e della Fondazione), che lo acquistò per la sua dimora privata dove restò fino alla sua morte nel 1984. Dopo la scomparsa di Magnani e la nascita giuridica dell'ente, la Villa è stata trasformata in museo e il dipinto è rimasto esposto permanentemente nelle sale dedicate alla pittura francese per oltre tre decenni, fino al recente furto.
Sparita anche "Natura morta con ciliegie" -
Anche l'opera di Cézanne "Natura morta con ciliegie" è custodita nella Fondazione parmense dalla sua nascita nel 1990 ed era parte della collezione di Luigi Magnani. È considerata una delle rarissime opere dell'artista francese conservate in Italia ed è uno dei dipinti cardine dell'artista in quanto mostra il suo studio sulle forme attraverso il colore, fondamentale per il post-impressionismo.
Sottratta anche un'opera di Matisse -
Rubata infine anche "Odalisca sulla terrazza" di Henri Matisse. L'opera fa parte della celebre serie di oltre 50 tele dedicate al tema delle odalische, concepite durante il suo ritiro a Nizza e raffigura scene intimiste ambientate in uno studio trasformato in un esotico harem. Il dipinto si distingue per un uso audace del colore, con contrasti tra rossi, blu e verdi, e per la predominanza dell'arabesco decorativo che avvolge la figura femminile. La luce intensa e mediterranea penetra nella scena, riflettendo la nostalgia di Matisse per i viaggi in Marocco e la volontà di creare un "sogno bello e vivo". La struttura pittorica unisce la forma classica del nudo a uno stile decorativo e quasi piatto, influenzato dall'arte islamica. Matisse stesso definì queste opere come un modo per dipingere il nudo in modo non convenzionale, lontano dalla tradizione accademica.
La Fondazione -
La Fondazione Magnani-Rocca, dove sono stati rubati i tre quadri è una delle più importanti istituzioni artistiche d'Italia. La Villa dei Capolavori ospita la collezione d'arte del critico, musicologo e scrittore Luigi Magnani (1906-1984) con opere, oltre che degli artisti francesi Renoir, Cézanne e Matisse anche di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Burri, oltre alla più significativa raccolta di lavori di Giorgio Morandi.