dopo la prof accoltellata

Il ministro Valditara dopo il caso di Bergamo: "Lezioni di empatia e rispetto contro la violenza a scuola"

Il titolare dell'Istruzione torna a parlare delle norme contro i coltelli: "Le opposizioni non facciano muro"

© Ansa

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A pochi giorni dall'aggressione di un tredicenne ai danni della sua insegnante di francese in una scuola di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo e trasmessa in diretta su Telegram, torna a parlare il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. In un'intervista al quotidiano "Il Messaggero" traccia un bilancio delle politiche messe in campo e rilancia su più fronti: sicurezza, regolazione dei social network, educazione al rispetto.

Sul decreto sicurezza, Valditara non nasconde la propria insofferenza verso le opposizioni: "Non può essere lecito girare con un coltello in tasca e tanto meno portarlo a scuola", afferma, aggiungendo di non comprendere "l'ostruzionismo dell'opposizione nei confronti di queste norme". Sanzioni più severe e una maggiore responsabilizzazione dei genitori, sostiene il ministro, possono contribuire a limitare la diffusione dei coltelli tra gli adolescenti. "Ormai è diventata una moda, commenta il ministro. I ragazzini vivono in una comunità virtuale e gli esempi negativi sono sempre più martellanti e attrattivi. Basta pensare alle sfide, all'aggressività e all'odio che si scatenano sui social".

Sul fronte dei numeri, Valditara cita dati che, a suo avviso, attestano l'efficacia delle misure già adottate. Da settembre a marzo dell'anno scolastico 2023-2024 si erano registrate 54 aggressioni ai danni di docenti; nello stesso periodo del 2024-2025 il dato era sceso a 41, e nell'anno in corso le aggressioni si fermano finora a 30. "Questo dimostra l'efficacia delle misure che il governo ha cominciato a mettere in campo", commenta il ministro.

Sul tema dei social network, Valditara si esprime a favore dell'approccio adottato da alcuni Paesi che ne stanno vietando l'uso ai minori. "Condivido pienamente il contenuto del progetto di legge sul limite di età per l'uso dei social network", dice, inserendo la questione in un quadro più ampio di tutela dei giovani dall'influenza degli algoritmi. E in un'intervista televisiva ha spiegato meglio: "Abbiamo vietato l'utilizzo del cellulare nelle scuole, credo che il prossimo passo debba essere proprio quello di vietare i social agli under 15, ma ne sta discutendo il Parlamento".

Sul tema dell'introduzione di specifici percorsi sulle relazioni e i valori nelle scuole spiega: "Nelle linee guida sull'educazione civica e nei nuovi programmi scolastici abbiamo inserito come obbligatoria l'educazione al rispetto, alle relazioni, all'empatia. Da sinistra continuano a dire che ci vuole l'educazione affettiva a scuola. Bene, se per educazione affettiva s'intende educare al rispetto, alle relazioni, all'empatia noi siamo il primo governo che ha introdotto questo percorso. E fra qualche settimana partiranno i corsi per la formazione dei docenti. In questi percorsi formativi gli studenti saranno i protagonisti. A breve sarà anche disponibile l'assistenza psicologica per tutti gli studenti che ne avranno necessità con cinque sedute gratuite che consentiranno di accertare il disagio e suggerire a genitori e scuola come intervenire".

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