I nuovi particolari sono inquietanti. Un'amica del tredicenne che ha quasi ammazzato a coltellate la sua professoressa a Trescore Balneario ha rivelato che il ragazzino aveva già pianificato di uccidere i genitori. Se non l'ha fatto - questo il suo racconto - è solo perché lo aveva minacciato di mettersi di mezzo.
L'amicizia su Tik Tok e un amore digitale -
Lei è una ragazza di sedici anni che si fa chiamare "Euno". Di lei si era invaghito e le aveva fatto confessioni e rivelato i suoi piani più oscuri. I due si sono conosciuti su TikTok, dove lei era rimasta colpita dai video pubblicati dal ragazzo; da lì è iniziata una fitta amicizia digitale che li ha portati a diventare confidenti. È stata proprio lei a ricevere le prime ammissioni sui desideri omicidi del giovane verso i genitori e a tentare di dissuaderlo dal piazzare bombe a scuola. La mattina dell'agguato, il ragazzo le ha inviato un link tramite messaggio, avvisandola che avrebbe iniziato la diretta di lì a poco: la giovane si è così ritrovata a essere uno dei tre spettatori che hanno assistito, in tempo reale, all'accoltellamento della professoressa Mocchi.
Il progetto dell'assalto a scuola -
L'escalation dei piani diabolici è proseguita con la progettazione di un assalto a scuola, inizialmente concepito come un attentato con degli esplosivi e anche in questo caso, solo l'intervento della sedicenne con cui il ragazzo chattava, lo avrebbe convinto a non piazzare bombe nell'istituto. Il tredicenne ha quindi ripiegato sulla "vendetta" contro la docente di francese, acquistando su Telegram un coltello, una scacciacani e materiale potenzialmente esplosivo, esibendo poi l'equipaggiamento e una maglietta con la scritta "vendetta" sui social.
Accoltellata in diretta -
L'aggressione è diventata un macabro evento mediatico: lo studente ha trasmesso l'accoltellamento in diretta streaming su un canale Telegram davanti a tre spettatori. Nel suo "manifesto", descritto come un testamento per la «soluzione finale», il ragazzo ha motivato il gesto sostenendo di essere deriso e trattato male dall'insegnante, Chiara Mocchi, che era già stata vittima di atti vandalici e insulti sui muri in passato.
Verso una perizia psichiatrica -
Nonostante le gravi ferite al collo e alle mani e la perdita di un litro e mezzo di sangue, la professoressa Mocchi ha dichiarato dall'ospedale di voler tornare a insegnare, augurandosi che il ragazzo comprenda l'errore commesso e riesca a uscire da questo "vicolo cieco". Attualmente, il giovane è ricoverato in neuropsichiatria infantile; la Procura per i minorenni di Brescia valuterà ora la necessità di una perizia psichiatrica e di specifiche misure di sicurezza, indagando anche su eventuali istigazioni da parte di terzi online.