Sul disagio giovanile c'è chi gioca d'anticipo: con una psico card che mette in contatto gli studenti direttamente con un esperto. Con cui confrontarsi e - perché no - sfogarsi. Siamo a Cortona, provincia di Arezzo. Nella città etrusca della Valdichiana il Comune ha pensato, poi realizzato con le scuole, un progetto per venire in aiuto ai giovani che stanno vivendo un momento di difficoltà. Rinascimento d'Amore, così si chiama l'iniziativa, è arrivato alla seconda edizione e dopo un ciclo di incontri sull'educazione affettiva ha messo una ciliegina sulla torta: un filo diretto con uno psicologo - gratuito e disponibile tutto l'anno - con cui parlare, quando si ha bisogno. Per farlo basta inquadrare un QR Code o mandare una mail.
Conoscere e gestire le proprie emozioni -
Insegnare a rispettare i sentimenti altrui e costruire relazioni positive. E non solo: conoscere le proprie emozioni e imparare a gestirle e condividerle. Sono gli obiettivi del progetto Rinascimento D'Amore pensato dal Comune di Cortona che nelle settimane scorse ha concluso la sua seconda edizione nelle scuole superiori del Comune coinvolgendo diverse centinaia di studenti, dal liceo classico a quello agrario e alberghiero. Un progetto ambizioso e, se lo si legge alla luce di quello che è accaduto a Bergamo, anche lungimirante.
Uno psicologo gratis disponibile tutto l'anno -
Lezioni pensate ad hoc per gli studenti. Il tema? L'educazione affettiva. Cruciale ogni volta che si parla di violenza di genere fra gli adulti, e proprio educando le nuove generazioni che la comunità cortonese ha pensato di prevenire il problema. In primo luogo c'è stato un ciclo di lezioni su sentimenti e relazioni in cui i giovani studenti si sono confrontati con lo psicologo Stefano Pieri che ha mostrato ai ragazzi spezzoni di film per raccontare - tra le altre cose - la paura d'amare, la solitudine e l'amicizia. Temi che spesso vengono affrontati in solitudine dai ragazzi, anche da quelli più fragili che hanno difficoltà a portare sulle proprie spalle il peso della loro angoscia.
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Pieri è rimasto colpito dai ragazzi: "Basta offrire loro spazi di ascolto reale perché possano dare voce alle proprie emozioni e riscoprire il valore dell’amore nelle sue forme più mature: cura, responsabilità, rispetto, presenza". Il progetto si è concluso a fine febbraio con la ciliegina sulla torta: una psico card: non una tessera fisica ma un QR Code e una mail in mano agli studenti che permette loro di mettersi in contatto con lo psicologo gratuitamente, tutto l'anno. Come una carta di credito senza rischio di esaurimento credito.
"Mi chiamano anche in dieci a settimana, mi parlano delle loro relazioni" -
Per gli studenti minorenni serve il consenso dei genitori ma questo non ha rallentato gli appelli a Pieri che viene contattato ogni settimana anche da decine di studenti. "Mi parlano di problemi relazionali, soprattutto quelle con gli amici che spesso riguardano le logiche dei gruppi che si creano o fenomeni di bullismo. Ma anche tensioni che emergono in famiglia, anche per questo la Psico Card può essere utilizzata anche dai familiari". In sostanza, chiosa Pieri: "Emerge una fame di comunicare dei ragazzi".
Le presidi: -
"La psico card permette di dare ascolto ai ragazzi che spesso gli adulti - genitori e professori - fanno fatica a dare perché ci sono modelli e tempi diversi di comunicazione ormai fra le nostre generazioni", conferma Iasmina Santini, preside dell'istituto Vegni, una delle scuole coinvolte. "Quando mettiamo i nostri ragazzi a contatto con i sentimenti emerge la parte più bella delle persone: è l'unica strategia umana per interrompere la violenza", aggiunge.
Le fa eco la collega dirigente Beatrice Capecchi, preside dell’istituto Signorelli: "Abbiamo deciso di fare il bis con questo progetto perché è uno spazio di dialogo molto proficuo per prevenire situazioni di disagio e soprattutto di violenza di genere. I ragazzi capiscono così la differenza che c'è tra amore-possesso e amore-dono, quando vengono stimolati danno il meglio di loro".
"Il progetto - spiega il sindaco di Cortona Luciano Meoni - nasce dall’esigenza, sempre più evidente nelle scuole, di offrire ai ragazzi uno spazio sicuro in cui riflettere sulle proprie emozioni".