lavoratore assistito dalla Cgil

Aggredito da un collega, l'Inail riconosce l'infortunio sul lavoro

Il lavoratore, che ha fatto ricorso all'Inail assistito dalla Cgil, aveva riportato lesioni con prognosi di un mese e possibili postumi permanenti da valutare in futuro

© Istockphoto

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L'aggressione da parte di un collega è considerata infortunio sul lavoro. E' quanto è emerso da un ricorso di un lavoratore assistito dalla Cgil contro l'Inail che in un primo momento aveva respinto la domanda di riconoscimento dell'infortunio, sostenendo che la lite fosse riconducibile a un rischio generico estraneo all'attività lavorativa. Il protagonista della vicenda è un lavoratore dipendente di un'azienda del settore alimentare, aggredito da un collega nel parcheggio aziendale al termine del turno di lavoro e che è stato assistito dal patronato Inca Cgil. La lite, degenerata fisicamente, aveva causato al lavoratore lesioni con prognosi di un mese e possibili postumi permanenti da valutare in futuro.

Perché l'aggressione è stata considerata infortunio sul lavoro? -

 L'ufficio danno alla Salute del patronato ha dimostrato, attraverso testimonianze, che la lite era scaturita da dinamiche di subordinazione gerarchica mal gestite dai superiori, che avevano creato un clima di frequenti tensioni fino all'episodio oggetto della denuncia.

L'Inail ha accolto il ricorso senza necessità di procedere per via giudiziale, riconoscendo l'evento come infortunio sul lavoro e liquidando l'indennità per inabilità temporanea. In futuro verrà valutata l'eventuale presenza di postumi permanenti.

L'infortunio da aggressione, i precedenti e la valutazione -

"Il riconoscimento come infortunio Inail, - sostiene il patronato, - garantisce al lavoratore tutele previdenziali ben più ampie rispetto al semplice riconoscimento come malattia Inps".

 Già nel 2024 l'Inail aveva riconosciuto a un'infermiera aggredita verbalmente nel reparto di Medicina Nucleare dell'ospedale di Ascoli Piceno, da parte dei superiori, per l'impatto significativo sulla sua salute fisica e sul suo benessere psicologico. Nella vicenda, al tempo denunciata dal Nursind, principale sindacato italiano delle professioni infermieristiche, la vittima aveva avuto bisogno di recarsi in Pronto soccorso per le cure del caso e rimanere in malattia per dieci giorni.

L'aggressione sul posto di lavoro, che sia fisica, verbale o psicologica, da parte di terzi o colleghi, è riconosciuta dall'Inail come infortunio sul lavoro se sussiste un nesso con la prestazione lavorativa, garantendo indennizzi e tutele. Il datore di lavoro deve denunciare l'evento se la prognosi supera i tre giorni, garantendo misure di sicurezza preventive.

Inoltre, è indennizzabile se avviene per "causa violenta" durante il lavoro, inclusi casi di infortunio in itinere (andata/ritorno). L'infortunio copre non solo le lesioni fisiche, ma anche lo stress post-traumatico e danni psicologici. I settori a rischio sono generalmente considerati quelli della sanità e dei trasporti.

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