Energia, migrazione, cooperazione agricola. Sono questi i temi centrali discussi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il presidente dell'Algeria Abdelmadjid Tebboune, durante il bilaterale di mercoledì ad Algeri. Il secondo, dopo quello di gennaio 2023 che fu la prima missione bilaterale in un Paese del Nord Africa: questo secondo incontro "chiarisce senza timore di smentita quanto consideriamo fondamentale il nostro rapporto con l'Algeria", ha affermato la premier. Rivendicando la solidità dei rapporti bilaterali, Meloni ha poi affermato che "l'Algeria rappresenta per l'Italia un partner di assoluto rilievo strategico" e come, in una fase caratterizzata da "instabilità crescente e certezze che diminuiscono", il legame tra Roma e Algeri resti "una delle straordinarie certezze sulle quali poter contare". Il colloquio si è svolto presso il palazzo di El Mouradia, sede della presidenza della Repubblica, dove il capo dello Stato algerino riceve le autorità nazionali e i leader stranieri in visita.
"Un'amicizia antica e profonda", ha detto, "un rapporto mai stato così solido e così proficuo", anche alla luce del "complesso contesto internazionale". "Una delle straordinarie certezze" su cui poter contare. Amicizia che, come ha dichiarato la stessa Meloni, riguarda "sicuramente l'ambito energetico". La presidente del Consiglio ha quindi affermato che "con il presidente Tebboune abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione che coinvolge anche i nostri due campioni nazionali Eni e Sonatrach, anche lavorando su nuovi fronti come lo shale gas (il gas da scisti bituminosi) e come l'esplorazione offshore". Mossa che consentirà anche di "rafforzare il flusso di fornitura di gas dall'Algeria all'Italia". Punto di vista condiviso da Tebboune: "La ringrazio per la collaborazione strategica in tutti i settori di reciproco interesse. In questa sfida per i rifornimenti io rinnovo la disponibilità dell'Algeria a rispettare tutti gli impegni come partner strategico e affidabile".
L'apertura a nuove direttrici di sviluppo segna un ulteriore salto di qualità nei rapporti energetici tra i due Paesi, già rafforzati negli ultimi anni anche alla luce della progressiva riduzione della dipendenza europea dal gas russo. In questo contesto, l'Algeria si è consolidata come uno dei principali fornitori di gas per l'Italia, grazie anche al ruolo strategico del gasdotto Transmed, che collega direttamente i giacimenti algerini alla Sicilia. Il rafforzamento della cooperazione su shale gas e offshore potrebbe contribuire, nel medio periodo, ad aumentare la capacità produttiva e a stabilizzare ulteriormente i flussi verso il mercato italiano. Un'intesa che si inserisce in un quadro più ampio di crescente centralità del Mediterraneo nelle strategie energetiche europee, in un momento in cui le tensioni nel Golfo e i rischi legati allo Stretto di Hormuz spingono Roma a diversificare e rendere più resilienti le proprie fonti di approvvigionamento.
Non solo energia: dall'incontro sono emersi altri temi su cui i due Paesi collaborano e per i quali si sono impegnati a rafforzare ancora di più la cooperazione. Italia e Algeria puntano anche sull'agricoltura, nell'ambito del Piano Mattei per l'Africa, con progressi sul progetto di recupero di oltre 36 mila ettari di terreno desertico destinati alla produzione di cereali e legumi. L'iniziativa, sviluppata attraverso una partnership pubblico-privata che coinvolge la società italiana Bf Spa, punta a trasformare aree desertiche in superfici produttive, contribuendo alla sicurezza alimentare e allo sviluppo locale. "Oggi col presidente abbiamo fatto il punto sui diversi progetti che abbiamo messo in campo, abbiamo parlato dello stato d'avanzamento dell'iniziativa pubblico-privata per il recupero di oltre 36 mila ettari di terreno desertico per la produzione di cereali e legumi", ha affermato Meloni. "Il progetto, nonostante la burocrazia, procede in modo spedito, con la campagna di semina che nel 2026 passerà da 7 mila a 13 mila ettari di deserto messi a produzione", ha aggiunto la presidente del Consiglio.
Roma e Algeri, poi, lavorano alla creazione di una Camera di commercio bilaterale per rafforzare gli investimenti e le relazioni tra i rispettivi sistemi produttivi, con lo scopo di dotare il partenariato economico di uno strumento stabile per valorizzare le opportunità emerse anche nel business forum Italia-Algeria, tenuto a Roma lo scorso luglio. "Abbiamo deciso di lavorare per creare una Camera di commercio Italia-Algeria, cioè uno strumento stabile per liberare il potenziale che è ancora inespresso nelle nostre relazioni", ha affermato Meloni. La premier ha sottolineato la "forte complementarietà" tra le due economie, evidenziando come le imprese italiane possano contribuire non solo alla fornitura di beni e servizi, ma anche all'attrazione di investimenti e alla diversificazione del tessuto produttivo algerino, in settori chiave come agro-industria, difesa, farmaceutica, trasporti, logistica, infrastrutture, innovazione e digitale.
Fondamentale, per la presidente del Consiglio, anche la cooperazione tra Italia e Algeria in ambito migratorio, che rappresenta "un modello per la regione" e che ha contribuito a ridurre gli sbarchi irregolari e le morti nel Mediterraneo. La premier ha indicato come priorità comune il contrasto alle reti criminali coinvolte nel traffico di esseri umani, definite "fattori di insicurezza per tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo". "Se in questi anni siamo riusciti ad abbattere il numero degli sbarchi illegali e delle morti in mare, lo dobbiamo anche a una solidissima cooperazione con l'Algeria", ha affermato Meloni.
"L'Italia e l'Algeria si sono date una mano tante volte e ognuna c'è stata per l'altra sempre nel momento del bisogno", ha proseguito la premier che, guardando alla prospettiva futura, ha rivendicato i risultati raggiunti insieme al presidente Tebboune: "In questi anni abbiamo lavorato per rendere questa amicizia ancora più forte".