Per il secondo anno consecutivo, il mercato del lavoro in somministrazione chiude con un calo degli occupati. I lavoratori impiegati tramite agenzia sono stati in media 475mila al mese nel 2025, in lieve flessione rispetto al 2024 (-0,8%), con una riduzione più marcata per i contratti a tempo determinato (-2,1%). È quanto emerge dalle analisi dell'Osservatorio Datalab di Assolavoro, l'associazione nazionale che rappresenta oltre l'85% del settore. Un calo contenuto, ma che si inserisce in una tendenza che va consolidandosi: nel 2024 la somministrazione era già diminuita in misura molto maggiore (-3,9%) rispetto all'anno precedente.
I rinnovi contrattuali fanno crescere le buste paga -
La nota positiva arriva dalle retribuzioni. Per chi lavora tramite agenzia con contratto a tempo indeterminato, la paga oraria media è salita a 15,28 euro nel 2025, dai 14,80 del 2024, per uno stipendio mensile medio di 2.139 euro — in crescita del 3,6%. A trainare l'aumento sono stati i rinnovi dei contratti collettivi nazionali nei vari comparti in cui opera la somministrazione, che hanno spinto verso l'alto le retribuzioni soprattutto nei servizi e nell'industria. Un segnale, secondo il presidente di Assolavoro Francesco Baroni, di una trasformazione strutturale del settore: le agenzie vengono sempre più utilizzate dalle imprese per coprire profili ad alto valore aggiunto, mentre per i ruoli meno qualificati si ricorre ad altre forme contrattuali, spesso meno tutelanti.
Il nodo dello staff leasing -
Il dato che preoccupa di più riguarda i lavoratori assunti a tempo indeterminato tramite agenzia, la forma contrattuale nota come staff leasing. Nel corso dell'anno la media è cresciuta leggermente — da 144mila nel 2024 a 148mila nel 2025 (+2,2%) — ma il trend mensile racconta una storia diversa: si è passati dai quasi 150mila occupati di gennaio ai poco più di 145mila di dicembre, con una curva in costante discesa. A dicembre 2025 l'incidenza dei lavoratori in staff leasing sul totale dei somministrati è scesa al 31,1%, contro il 31,6% dello stesso mese dell'anno precedente.
Pesa su questo segmento l'incertezza normativa: è attesa la pronuncia della Corte di Giustizia europea sulla legittimità dello staff leasing, già oggetto di contestazione davanti ad alcuni tribunali italiani (Reggio Emilia, Milano e Modena). Una sentenza che potrebbe avere ripercussioni su un'ampia platea di lavoratori: i somministrati a tempo indeterminato in staff leasing rappresentano l'85,4% del monte retributivo stimato in 2,017 miliardi di euro, oltre la metà dell'intero monte retributivo della somministrazione.
Il fatturato tiene, ma il mercato si polarizza -
Nonostante la flessione occupazionale, il settore mostra una tenuta economica: il fatturato complessivo cresce in media dell'1,4%. Un risultato che Baroni attribuisce alla crescente domanda di profili qualificati da parte delle imprese, sempre più orientate a usare le agenzie come partner strategici in un mercato caratterizzato da turbolenze geopolitiche ed economiche. Al tempo stesso, avverte il presidente di Assolavoro, cresce altrove il ricorso a forme di lavoro meno tutelanti — dalle false partite IVA alle cooperative cosiddette spurie, create per pagare il 20-30% in meno rispetto ai contratti collettivi. "In un mercato sempre più polarizzato, l'obiettivo comune può essere solo quello di favorire un'occupazione più tutelata e più qualificata" sottolinea Baroni.
Oltre 400mila persone formate in un anno -
Un elemento che distingue la somministrazione da altre forme di impiego flessibile è la formazione. Nel 2025 sono stati erogati oltre 90mila corsi tramite agenzia, coinvolgendo più di 415mila persone. Almeno una su tre tra i formati ha poi avuto accesso a una concreta opportunità di lavoro. I lavoratori somministrati beneficiano inoltre per legge degli stessi diritti e delle stesse tutele dei dipendenti diretti, a cui si aggiungono prestazioni integrative in materia di welfare e sostegno al reddito garantite dagli enti bilaterali Ebitemp e Forma.Temp, finanziati interamente con risorse private.