E' scontro tra Viminale e centrosinistra sulla data delle elezioni amministrative, che interesseranno circa 4 milioni di italiani. Il ministro dell'Interno Pisanu ha indicato per la consultazione il 25 maggio, con ballottaggio l'8 giugno, ma per i segretari dell'Ulivo, che chiedono invece che si voti l'11 maggio (secondo turno il 25), in questo modo si finirebbe troppo a ridosso del referendum sull'articolo 18, fissato per il 15 giugno.
Dunque si profila l'apertura di un nuovo fronte di scontro tra governo e opposizione sulla questione relativa al calendario delle prossime consultazioni elettorali, in occasione delle quali saranno chiamati alle urne circa quattro milioni di italiani per rinnovare le amministrazioni di due regioni, 12 province e 10 comuni. Anche se, sostiene Piero Fassino che invita a "ragionare con freddezza" evitando di "fare di qualsiasi cosa un duello all'arma bianca", "quello delle date delle elezioni dovrebbe essere argomento di una pacata e serena riflessione e non di un'ennesima guerra civile politica".
L'Ulivo contesta le date proposte da Pisanu Scadenze che però non sono gradite all'Ulivo che teme la sovrapposizione della campagna per le amministrative con quella sul referendum sull'articolo 18, fissato per il 15 giugno. La motivazione per cui il titolare del Viminale ha accantonato le date su cui si era registrata un'intesa di massima con l'opposizione, inoltre, non convince i segretari delle forze dell'Ulivo, che la bollano come "pretestuosa", poiché la campagna elettorale sul referendum, sul quale la coalizione di Fassino e Rutelli è sempre più spaccata, potrebbe influenzare negativamente quella sulle amministrative, penalizzando l'immagine del centrosinistra. "Vengo da una famiglia di Alpini - fa sapere Fassino - e so bene come il raduno sia un elemento importante soprattutto nel nord, ma credo che discutendo senza pregiudizi tra le forze politiche e ragionando con l'associazione nazionale, si possa fare calendario che escluda una sovrapposizione di date".
Da quanto si apprende, sembra esistesse un accordo di massima, raggiunto ai primi di febbraio, tra Viminale e opposizione che fissava nell'11 maggio, con ballottaggio il 25, le date per la consultazione. Ma il ministro dell'Interno successivamente ha fatto marcia indietro, sostenendo l'impossibilità di votare l'11 maggio vista la concomitanza con la festa nazionale degli Alpini ad Aosta, che impegnerà diverse migliaia di persone. E ha proposto di posticipare le votazioni al 25 maggio, con ballottaggio l'8 giugno.
La lettera dei segretari dell'Ulivo al ministro dell'Interno
Così il 18 febbraio scorso i segretari dei partiti del centrosinistra hanno scritto a Beppe Pisanu, senza ancora aver ottenuto una risposta ufficiale, spiegando che lo svolgimento, domenica 11 maggio, della manifestazione nazionale delle Penne Nere "non viene giudicato incompatibile con il voto nemmeno dalle rappresentanze degli Alpini". Il loro raduno si chiuderà domenica in serata, sostengono i leader dell'Ulivo, e gli Alpini potranno votare il lunedì mattina. I segretari dell'Ulivo convengono inoltre con il ministro sulla impossibilità di spostare le elezioni di una settimana, votare il 18 maggio quindi, per la coincidenza dei ballottaggi (primo giugno) con la Festa della Repubblica del 2 giugno. "Peggio ancora - hanno scritto ancora i segretari - slittare un'altra settimana ancora", ovvero andare al 25 maggio e all'8 giugno per il secondo turno come vorrebbe Pisanu, perché "ciò lascerebbe appena quattro giorni di tempo per lo svolgimento della campagna elettorale dei referendum abrogativi".
Fassino: "Distanziare amministrative e referendum" Quel che l'Ulivo teme è infatti proprio la sovrapposizione di date tra elezioni e referendum: la campagna elettorale diventerebbe un unicum mescolando amministrative e articolo 18, e mentre per le consultazioni non è in discussione l'alleanza tra Ulivo e Rifondazione, al secondo appuntamento il centrosinistra si presenterà diviso. Verdi e Pdci, oltre al Corrente della Quercia, sostengono infatti il referendum promosso dal Prc, a differenza del resto dell'Ulivo che, come spiega Piero Fassino, considera il quesito come una "iattura" perché "ignora la differenza che esiste tra un'azienda come la Pirelli ed un'azienda a conduzione familiare con 3 dipendenti". "Valuteremo nelle prossime settimane - ha aggiunto il segretario della Quercia - la più opportuna indicazione di voto e per noi sarà importante concordare con i partner dell'Ulivo un atteggiamento comune".
"Occorre avere un certo distanziamento tra le amministrative e il referendum - fa sapere il segretario dei Ds - anche per consentire due campagne elettorali che non sono la stessa cosa. Avvicinare troppo le date di due diversi passaggi significa sovrapporre elementi distorsivi".