Via due pedine fondamentali del ministero della Giustizia, una terza di più alto rango si prepara a lasciare il gioco. Con le dimissioni del sottosegretario del ministro Carlo Nordio, Andrea Delmastro, e del suo capo di gabinetto Giusi Bartolozzi - e ancor di più con le pressioni pubbliche sulla ministra del Turismo Daniela Santanché - la premier Giorgia Meloni ha dato il via a un repulisti generale del suo governo. Se ci saranno altri addii, forzati o meno, ancora non è del tutto chiaro. Di certo Palazzo Chigi ha già iniziato a guardarsi intorno per riempire le caselle rimaste vuote. Almeno alcune.
Il successore di Bartolozzi -
Un nome su cui Giorgia Meloni starebbe pensando di puntare è Antonio Mura, capo dell'ufficio legislativo del ministero della Giustizia, che verrebbe promosso a braccio destro di Carlo Nordio al posto della dimissionaria Bartolozzi. Magistrato classe 1954 ormai in pensione, Mura ha un passato da procuratore generale nella Corte d'appello di Roma e nella Corte d'appello di Venezia, oltre che da sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione. Si trova attualmente nel bel mezzo della seconda esperienza in via Arenula, dove aveva già lavorato dal 2014 al 2017 come capo del dipartimento per gli Affari di giustizia. Una posizione da cui aveva presieduto i lavori sulle "proposte normative in tema di chiarezza e sinteticità degli atti processuali civili e penali". Un curriculum di tutto rispetto che andrebbe a puntellare il ministero che più di tutti è stato travolto dall'ondata di No al referendum.
La sedia vuota di Delmastro -
Per il ruolo di sottosegretario, invece, pare che la sedia di Delmastro sia destinata a rimanere vacante per i mesi a venire. Come era stato ed è per la posizione di sottosegretario alla Cultura, lasciata libera da Vittorio Sgarbi, e per quella di sottosegretario all'Università, un tempo occupata da Augusta Montaruli. Se individuare un nuovo capo di gabinetto per Nordio è una scelta forzata, le mansioni da sottosegretario dovrebbero essere spalmate tra i due bracci destri del Guardasigilli: il senatore Andrea Ostellari, sottosegretario leghista, e il senatore Francesco Paolo Sisto, viceministro in quota Forza Italia. Raggiungendo così, con la cancellazione di una sedia in via Arenula, un trittico perfetto: ministro Fdi, sottosegretario del Carroccio e viceministro forzista. Insomma, anche per non andare a sballottare i già delicatissimi equilibri interni alla maggioranza, non sarebbe necessario un intervento.