Saltano le prime teste in via Arenula dopo il flop del Sì al referendum sulla giustizia. Il sottosegretario Andrea Delmastro e il capo del gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, hanno comunicato al ministro Carlo Nordio le loro dimissioni. Dopo giorni in cui la maggioranza aveva fatto quadrato intorno ai due nomi, protagonisti di due pesanti scivoloni proprio nella volata finale verso le urne, l'addio è maturato durante una lunga mattinata di confronti e riunioni. Alla fine ha prevalso il desiderio, e forse la necessità di fronte al furor del popolo, di dare un netto segnale di discontinuità. Un segnale alternativo al passaggio formale in Parlamento per la conferma della fiducia, che Giorgia Meloni ha già escluso perché "non c'è nessuna crisi di governo". Rimane ancora da chiarire se a queste dimissioni ne seguiranno altre, magari da altri ministeri. Al momento sull'orlo del precipizio ci sarebbe la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, al centro di diverse inchieste sulle società Bioera e Visibilia e sulla cassa integrazione chiesta durante il Covid.
La nota di Delmastro e il caso "Bisteccheria" -
"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza", lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. "Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della Nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio". Negli ultimi giorni Delmastro era stato travolto dal caso della "Bisteccheria d'Italia", locale di cui è stato socio al 25% (prima di cederne le quote) con la figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato a quattro anni di carcere per intestazione fittizia di beni del clan guidato Michele Senese.
Lo scivolone di Bartolozzi: "Magistrati? Plotone di esecuzione" -
Giusi Bartolozzi era finita nell'occhio del ciclone mediatico dopo un'uscita durante un'intervista alla tv siciliana Telecolor, in cui aveva parlato della vittoria del Sì come un'opportunità per "liberarci dei magistrati", definendoli "un plotone di esecuzione". Prima ancora, a fine febbraio 2026, le è stato recapitato l'avviso di conclusione delle indagini sul caso Almasri, in cui risulta indagata con l’accusa di aver fornito false informazioni ai pubblici ministeri riguardo alla liberazione del generale libico. Intanto mercoledì lo stesso ministro Nordio comparirà alla Camera per un question time proprio sul caso Delmastro.
Le reazioni dell'opposizione: "Dimissioni tardive, ora anche Santanchè" -
"Un leader si assume le responsabilità e si dimette. Una influencer fa dimettere i sottosegretari". Con queste parole in un post su X Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha attaccato frontalmente la premier Meloni chiedendone nuovamente le dimissioni.
Avs, con il suo leader Nicola Fratoianni, hanno invece insistito sulla necessità che il ministro Nordio compaia mercoledì di fronte alla Camera: "Le necessarie e doverose dimissioni arrivano con imperdonabile ritardo. Devono essere chiariti ancora molti aspetti, ma le dimissioni sono una buona notizia". Mentre il presidente dei Senatori del Pd, Francesco Boccia, si è rivolto a Nordio: "Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz'ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? È intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo".