Stando alle ultime dichiarazioni rilasciate e riportate dall'agenzia di stampa ufficiale Korean Central News Agency (Kcna, ndr), leader della Corea del Nord Kim Jong-un ne ha per tutti. Il numero uno del Paese ha definito ufficialmente la Corea del Sud lo "Stato più ostile" e ha avvertito che eventuali provocazioni da parte di Seul avranno conseguenze "spietate". Durante un discorso pronunciato lunedì 23 marzo davanti all'Assemblea popolare suprema, Kim ha ribadito che lo status della Corea del Nord come potenza dotata di armi nucleari "non cambiera' mai" e che Pyongyang ignorerà completamente azioni e dichiarazioni del Sud.
Accusati anche gli Stati Uniti -
I media ufficiali hanno riferito che è stata discussa anche una revisione della Costituzione, senza chiarire se il testo includa formalmente la definizione del Sud come Stato ostile. La Costituzione nordcoreana prevede ancora la riunificazione pacifica della Penisola coreana, ma dal 2024 Kim ha ordinato modifiche legali per indicare Seul come "nemico numero uno" del Paese. Kim ha inoltre accusato gli Stati Uniti di terrorismo e invasioni in varie parti del mondo, in apparente riferimento al conflitto in corso con l'Iran, promettendo di rafforzare ulteriormente la deterrenza nucleare e di mantenere una capacità di risposta "rapida e precisa" contro minacce strategiche. Secondo Pyongyang, il Paese continuerà a consolidare il proprio status nucleare e a prepararsi a contrastare qualsiasi provocazione da parte di forze considerate ostili.