In relazione al disastro del Columbia, la Nasa potrebbe decidere di fermare per un anno i voli delle navette. Un'ipotesi che si fa avanti mentre le indagini sulle cause della tragedia procedono su più piste. Uno degli elementi chiave potrebbe essere l'incidente al decollo, di cui la Nasa era consapevole: potrebbe aver danneggiato le piastrelle isolanti, causando il fallimento della missione in cui persero la vita sette astronauti.
Nel frattempo, il Congresso degli Sati Uniti ha avanzato la richiesta di un'inchiesta indipendente da commistioni tra responsabili di volo e indagini. Queste ultime stanno prendendo in considerazioni più possibilità, tra cui, appunto, l'incidente incorso al decollo.
In quell'occasione un blocco di materiale isolante si staccò dal serbatoio principale urtando la parte inferiore dell'ala sinistra o, forse, il portello del carrello. L'Ente spaziale degli Stati Uniti era a conoscenza dell'accaduto: è emerso, infatti, che responsabili di volo e tecnici avevano preso in considerazione il fatto, analizzando il problema, redigendo rapporti e scambiandosi e-mail.
Si sarebbe messo in conto un possibile aumento di temperatura e la perdita di alcuni sensori - poi realmente verificatosi - concludendo, però, che la missione non era in pericolo.