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“Ci sgridano, ma stiamo solo scrivendo": il trend delle "Penne dell'Amicizia" che unisce i banchi e fa infuriare i prof

La nuova frontiera della distrazione scolastica si sostanzia in enormi sculture di carta e scotch, costruite per collegare tra loro le penne dei compagni di classe. I video di queste creazioni che fanno infuriare i prof vanno virali sui social

© Skuola.net

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Il divieto di cellulari ha spinto gli studenti ad aguzzare il proprio ingegno, per trovare altro con cui uccidere la routine quotidiana, facendo diffondere a macchia d’olio un nuovo passatempo: la costruzione e la messa in esercizio di un manufatto che prende il nome di “Penna dell’amicizia”.

A segnalare il fenomeno è il portale Skuola.net, che su TikTok ha trovato decine di video che ritraggono in esercizio queste opere d’arte, che divertono gli studenti ma che irritano i docenti, che si trovano impreparati a gestire la situazione, risultando difficile sanzionare degli studenti intenti a “scrivere”. 

Peccato che, comunque, l’effetto distrazione del resto della classe è assicurato, visto che le penne con cui avviene l’operazione risultano tra di loro interconnesse da vistose quanto creative installazioni fatte di carta, scotch e decorazioni varie. 

Come mostra la rassegna di creazioni passata in rassegna da Skuola.net, l’ultimo ritrovato in tema di passatempi da lezione è, infatti, in certi casi un vero prodigio di ingegneria e fantasia. Perché costruire e usare queste speciali penne richiede coordinazione, complicità. E una buona dose di faccia tosta.

Dai modelli base al "multiplayer": come nasce la penna da primato

Ma come viene realizzato questo, a volte ingombrante, capolavoro del fai-da-te? La materia prima è fornita direttamente dalla scuola: fogli di quaderno arrotolati - magari proprio quelli di una verifica andata male, per un tocco di vendetta - e metri di nastro adesivo. Dopodiché, incastrando i coni di carta l'uno nell'altro, i ragazzi creano prolunghe giganti, alla cui estremità viene fissata una normalissima penna a sfera.

Uno strumento che, inoltre, può essere modulato a piacimento. Si parte dalla versione "semplice" - un cono lunghissimo impugnato da un solo studente che scrive a debita distanza dal foglio - fino ad arrivare ai modelli avanzati.

Scorrendo su TikTok, si vedono varianti a due, a tre o addirittura a quattro postazioni: vere e proprie impalcature cartacee a cui sono collegate più punte. In questo modo, interi blocchi di banchi sono obbligati a scrivere muovendosi all'unisono, come in una surreale coreografia di classe, che unisce il gruppo in una risata silenziosa.

La scusa virale: "Stiamo solo facendo il nostro dovere"

Il format dei video che documenta le imprese degli studenti è ormai un rito codificato. Le clip mostrano le ragazze e i ragazzi intenti a prendere diligentemente appunti maneggiando queste armi di distrazione di massa, che spesso arrivano a invadere tre o quattro postazioni adiacenti.

La vera chiave ironica è, però, la didascalia che accompagna i filmati: "Quando ci sgridano ma noi stiamo semplicemente scrivendo con la nostra penna dell'amicizia". Il cortocircuito comico, a quel punto, è servito: tecnicamente i ragazzi stanno facendo il loro dovere, ma all'atto pratico manovrare un traliccio di carta di due metri sotto il naso del docente non è un'operazione che passa inosservata.

Il rischio nota e la pazienza (finita) degli insegnanti

Ecco perché la tolleranza dei professori, comprensibilmente, ben presto si esaurisce. Vedere la propria spiegazione sui logaritmi o sulla Rivoluzione Francese sfidata da un'installazione di arte contemporanea fatta di scotch e fogli a quadretti fa scattare l'inevitabile sgridata.

Negli stessi video si percepisce spesso la tensione palpabile del momento, con docenti che si infuriano di fronte a tanta sfrontata e ingombrante creatività, intimando di smontare immediatamente il castello e, in molti casi, sanzionando i giovani creativi con le fatidiche note sul registro.

Alla fine, dunque, la Penna dell'Amicizia non è altro che l'evoluzione della millenaria sfida d'astuzia tra studenti e cattedra. Un modo innocuo, anche se visivamente disastroso per l'ordine in classe, per esorcizzare la pesantezza di alcune mattinate, cementare i legami tra compagni. E per strappare qualche migliaio di visualizzazioni sui social.

Ai docenti, per ora, non resta che armarsi di santa pazienza. O sperare che i rotoli di scotch della classe si esauriscano il prima possibile.