quando sesso e soldi vanno a braccetto

Da Hefner a Radvinsky: chi sono i grandi imprenditori dell'industria del porno

La morte del proprietario di Onlyfans riapre i riflettori su un'industria da almeno 130 miliardi di dollari dominata da pochi nomi

La morte di Leonid Radvinsky, proprietario di OnlyFans, a soli 43 anni, ha riportato l'attenzione su un settore che vale decine di miliardi di dollari, si rivolge a centinaia di milioni di utenti nel mondo e tuttavia resta dominato da un numero ristretto di imprenditori, alcuni iconici, altre quasi invisibili. Un settore, quello del porno, che si è trasformato radicalmente negli ultimi decenni, passando dalle riviste alle piattaforme di streaming, dai grandi studi di Hollywood a migliaia di creator indipendenti che da monetizzano direttamente dal soggiorno di casa il rapporto con i propri abbonati. 

Oggi l'industria mondiale del porno è un ecosistema complesso da valutare: secondo le stime più prudenti, il solo intrattenimento digitale vale tra i 70 e gli 80 miliardi di dollari (dati di The Business Research Company, 2026), ma se si allarga lo spettro all'intero indotto dell'intera "Sex Economy'" che include il boom tecnologico dei sex toys e i servizi di realtà virtuale, il valore complessivo supera i 130 miliardi (fonte: Global Market Insights, 2026). Queste cifre rendono il mercato molto più redditizio di industrie come quella della musica registrata che si attesta intorno ai 50 miliardi (dato IFPI Global Music Report).

Il motore di questa crescita del porno non è solo la pubblicità sui siti gratuiti, ma la crescente disponibilità degli utenti a pagare abbonamenti diretti, con OnlyFans che da sola ha superato i 7 miliardi di transazioni lorde (OnlyFans Financial Results, 2025)  e l'integrazione di tecnologie d'avanguardia.

Hugh Hefner, il fondatore del porno moderno e mainstream -

 Nell'immaginario collettivo, l'impresario del mondo adult per eccellenza resta Hugh Hefner. Vestaglia di seta porpora e conigliette sexy al seguito: è questa l'immagine iconica che lo ha reso celebre. Nel 1953, con soli 8mila dollari raccolti tra amici e familiari, il giovane giornalista di Chicago fondò "Playboy", portando in copertina una foto di Marilyn Monroe.

La rivista divenne in pochi anni un fenomeno culturale globale, capace di mescolare nudo artistico, grandi interviste, narrativa e commenti politici. Partendo dal cartaceo, Hefner costruì un brand che incarnava un ideale di vita borghese ed edonistico, tra i celebri "Playboy Club", la sfarzosa "Mansion" e il logo del coniglio, diventato uno dei simboli più riconoscibili del Novecento. Alla sua morte, avvenuta nel 2017 a 91 anni, "Playboy" era già da tempo una holding quotata. Oggi il gruppo, rinominato PLBY, ha lanciato "Centerfold", una piattaforma di contenuti digitali nata per competere con OnlyFans, affidando la direzione creativa alla superstar Cardi B.

Larry Flynt: il ribelle di "Hustler" -

 Se Hefner incarnava il sogno americano in versione glamour, Larry Flynt ne rappresentava la controparte più cruda e scomoda. Nel 1974 fondò "Hustler", una rivista esplicitamente pornografica e volutamente provocatoria, che entrò subito in collisione con le autorità e il perbenismo statunitense. Flynt subì numerose condanne per oscenità e nel 1978 rimase vittima di un attentato che lo lasciò paralizzato dalla vita in giù.

Nonostante la disabilità, trasformò la sua vicenda giudiziaria in una storica battaglia per la libertà di espressione, culminata in una celebre vittoria presso la Corte Suprema degli Stati Uniti (nel caso Hustler Magazine vs Falwell). La sua casa editrice, la Larry Flynt Publications, controlla ancora oggi un network di riviste, studi cinematografici e negozi per adulti. Scomparso nel 2021 a 78 anni, Flynt ha lasciato un'eredità controversa, ma è rimasto una figura fondamentale nel dibattito americano sui limiti della censura e del Primo Emendamento.

Fabian Thylmann: l'uomo che ha portato il porno sul web -

   Il passaggio chiave del settore dai cinema e dai Dvd ai siti internet gratuiti ha un protagonista riconosciuto: l’imprenditore tedesco Fabian Thylmann. A differenza dei suoi predecessori, Thylmann non veniva dal mondo del cinema, ma dall'informatica. Negli anni Novanta sviluppò software in grado di analizzare e gestire enormi volumi di traffico internet, capendo prima di altri che il futuro del mercato non era più la vendita di oggetti fisici, ma il controllo dei dati degli utenti. Con i profitti derivati da queste tecnologie, tra il 2008 e il 2011 Thylmann mise in atto una strategia spietata: acquistò uno dopo l'altro tutti i principali siti di video gratuiti (i cosiddetti "Tube"), tra cui Pornhub, YouPorn e RedTube, riunendoli sotto un’unica società chiamata Manwin (poi diventata MindGeek).

In pochi anni riuscì a centralizzare il settore: nel 2013 si stimava che l'80% di tutto il traffico pornografico mondiale passasse dai server delle sue aziende. La sua parabola si interruppe bruscamente nel 2012 con l'arresto in Germania per evasione fiscale; l'anno successivo vendette le sue quote per circa 73 milioni di euro, una cifra irrisoria rispetto al valore reale di un impero digitale che aveva ormai cancellato per sempre il vecchio modello di distribuzione.

Antoon e Tassillo, i protagonisti dello scandalo Pornhub -

  Dopo l'era Thylmann, il comando di MindGeek è passato nelle mani di Feras Antoon e del socio David Tassillo. Sotto la loro gestione la società ha continuato a crescere toccando vette di traffico senza precedenti, ma ha accumulato anche crisi d'immagine senza ritorno. Travolta da pesanti accuse sulla gestione dei contenuti non consensuali e dalla presenza di materiale illegale su Pornhub, l'azienda ha subito il colpo di grazia finanziario quando le principali carte di credito hanno bloccato i pagamenti sulla piattaforma.

Nel 2022, sotto la pressione di un’opinione pubblica sempre più critica e di indagini parlamentari, entrambi i manager hanno rassegnato le dimissioni. Nel 2023 MindGeek è stata ceduta al fondo canadese Ethical Capital Partners, che l'ha ribattezzata Aylo. Un nome volutamente astratto e neutro, scelto per recidere ogni legame con un passato turbolento. Nonostante il cambio di pelle, Aylo rimane oggi il colosso del settore, con Pornhub che ha continuato a registrare circa 4 miliardi di visite mensili.

Michael e Deborah Pacaud, i proprietari invisibili di XVideos e XNXX -

 Mentre il gruppo MindGeek/Aylo ha occupato le prime pagine dei giornali, un'altra holding è cresciuta nell'ombra fino a superarlo per volume di traffico. La WGCZ Holdings, società con base a Praga controllata dai coniugi Michael e Deborah Malorie Pacaud, ha acquisito nel tempo il controllo di XVideos e XNXX, le due piattaforme che per numero di visitatori unici hanno superato persino Pornhub.

I Pacaud sono stati forse i proprietari più discreti dell'intero settore: nessuna intervista, nessuna partecipazione a conferenze ed eventi, men che meno profili social ufficiali. Sebbene alcune stime esterne abbiano valutato la WGCZ intorno ai 300 milioni di dollari, si tratta di cifre difficili da verificare. 

Con Leonid Radvinsky tutti creator -

 In questo panorama si inserisce la storia di Leonid Radvinsky. Ucraino emigrato a Chicago da bambino, laureato con lode alla Northwestern University, aveva iniziato la sua carriera ai margini del web per poi costruire MyFreeCams nel 2004 e acquisire OnlyFans nel 2018. La sua intuizione è stata diversa da quella di tutti i predecessori: non aggregare contenuti altrui, ma creare una piattaforma dove i creator potessero vendere direttamente ai propri abbonati, trattenendo l'80% dei ricavi.

Il risultato è stato una rivoluzione nel rapporto tra produttori e consumatori di contenuti adult, con ricavi che nel 2023 hanno superato i 6,6 miliardi di dollari. Radvinsky ne aveva incassato 472 milioni in dividendi nel solo 2023, accumulando un patrimonio stimato da Forbes a 7,8 miliardi di dollari. Era in trattativa per cedere il 60% della società per circa 5,5 miliardi di dollari quando è morto, a 43 anni, lasciando aperta la domanda su chi raccoglierà la sua eredità.

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