Destinazioni

Viaggi di Pasqua: il conflitto cambia i progetti degli italiani

Sono 9 milioni i connazionali che, comunque, non rinunciano a partire, ma le mete preferite ora sono in Italia e in Europa

© Istockphoto

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Il conflitto in Medio Oriente sconvolge i piani per Pasqua degli Italiani e li spinge a cambiare le destinazioni e i programmi di viaggio: anche se i viaggiatori pasquali restano numerosi, sono circa 4 milioni i connazionali che si sono visti costretti a cambiare i loro progetti di vacanza, scegliendo una meta e un itinerario più sicuri e lontani dal teatro di possibili azioni belliche. Non manca poi chi ha deciso di non partire affatto, rimandando il viaggio ad altro momento.

L’INDAGINE - Questi sono i primi dati che emergono dall’indagine realizzata dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat per Facile.it, ed effettuata con interviste a un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta di età compresa fra i 18 e i 74 anni, contattati tra il 16 e il 19 marzo 2026.  Nello specifico, sono circa 2.900.000 gli italiani che hanno deciso di non partire affatto, mentre poco meno di 920.000 hanno scelto di cambiare destinazione. Fra chi ha cambiato meta, la scelta è caduta soprattutto sull’Italia, seguita, più genericamente, dall’Europa. Ben distanti tutte le altre destinazioni e, anche, il gruppo di chi ancora non ha scelto la località per la propria vacanza di Pasqua.
Gli esperti di Facile.it spiegano che le scelte di chi ha deciso di cambiare destinazione rispecchiano appieno il periodo di grande incertezza e gli aumenti di prezzo connessi proprio al conflitto in Iran: molti hanno scelto il corto o cortissimo raggio anche, ad esempio, per risparmiare sui costi legati al carburante. In effetti, continuando a scorrere i numeri emersi dall’indagine, si scopre che tra chi ha scelto di cambiare la destinazione del viaggio, c’è anche un 8% che dichiara di aver cambiato i propri progetti proprio per ragioni economiche e per il rincaro dei prezzi.

LE ASSICURAZIONI DI VIAGGIO - Le immagini dei nostri connazionali bloccati all’estero, soprattutto nei primi giorni del conflitto, a causa di voli cancellati o chiusure degli spazi aerei e delle vie di comunicazione turistiche, è ben chiara davanti agli occhi di tutti: in questi casi, si chiedono in molti, è utile stipulare un’assicurazione viaggio prima di partire? Quanto costa e quali rischi copre? E ancora, come funzionano le polizze viaggio in caso di guerra?

Polizze viaggio anche in tempo di guerra – In generale, la guerra è fra i casi esclusi dai rimborsi da parte delle assicurazioni.  La polizza, cioè, non copre il viaggiatore quando questi decide di andare in uno dei Paesi sconsigliati dalla Farnesina e dal sito www.viaggiaresicuri.it. Esistono però alcune formule assicurative che offrono anche questo tipo di copertura, Tutto ciò, purché il motivo del viaggio sia ritenuto legalmente accettabile, ovvero abbia origine da motivazioni imprescindibili e dimostrabili (ad esempio, motivo grave di salute o lavoro indifferibile), ma il sottoscrittore risulterà tutelato solo dai sinistri che non siano direttamente o indirettamente legati all’avviso di pericolo.

Se il volo viene cancellato: in questo caso di solito non esiste tutela dalla copertura annullamento delle polizze viaggio: in linea generale, sarà responsabilità del vettore aereo riprogrammare i viaggiatori su un altro volo o, qualora non possibile, rimborsare il costo del biglietto. Va detto, però, che esistono alcune assicurazioni di natura parametrica (ovvero, che offrono un rimborso specifico al verificarsi di un evento oggettivo) che garantiscono il viaggiatore in caso di volo cancellato: attenzione però perché possono essere soggette a precise regole temporali. 

Se decido di non partire: se invece è l’assicurato a cancellare il volo per timore, allora nulla gli è dovuto: la copertura annullamento è valida solo se la decisione di rinunciare al viaggio è legata a specifiche motivazioni documentate come, ad esempio, problemi di natura medica (es. malattia, infortunio) o lavorativa (licenziamento, ecc.).

Se la destinazione viene inserita fra le mete sconsigliate quando è stata già acquistata la polizza per annullamento: in questo caso alcune compagnie prevedono il rimborso del valore del viaggio, fino al massimale previsto, a patto che l’avviso di allerta sia stato emanato entro, normalmente, 21 giorni dalla data di partenza. In questo caso non viene fatta una distinzione fra viaggi giudicati “essenziali” (comprovate necessità lavorative, di salute o di assistenza familiare) e non, l’importante è che l’avviso di allerta venga emesso entro le tempistiche definite dalla compagnia assicurativa.

Se la guerra mi sorprende durante il viaggio: in questo caso la polizza viaggio sarebbe valida e, a seconda delle garanzie sottoscritte, coprirebbe regolarmente l’assicurato intervenendo, ad esempio, per spese sanitarie e cure mediche, infortuni, rimpatrio e, più generalmente, offrendo assistenza in viaggio, compatibilmente con le condizioni del luogo in cui si trova l’assicurato. Ad esempio, con l’attuale conflitto in Iran molte compagnie hanno prolungato gratuitamente le coperture (assistenza, spese mediche) a chi si trovava già in viaggio una volta scoppiata la guerra; il prolungamento è rimasto in vigore, in via eccezionale, finché i viaggiatori non sono riusciti a rientrare a casa. 

Quanto costano le polizze: secondo alcune simulazioni di Facile.it, i costi per una polizza viaggio con copertura base che include assistenza in viaggio, interruzione e spese mediche per una persona partono, per una settimana in Europa, da circa 12 euro; aggiungendo anche la garanzia perdita bagagli, infortuni e annullamento, la tariffa sale a 21 euro. Se si viaggia invece fuori dall’Europa (e dagli Stati Uniti), i prezzi per la copertura base partono da 19 euro, quelli per la completa da 46 euro. “Proprio in situazioni di incertezza come quella attuale, una buona polizza viaggio può fare la differenza», spiegano gli esperti “Prima di scegliere il prodotto da sottoscrivere, il consiglio è di confrontare, magari con l’aiuto di un esperto, le offerte di più compagnie poiché le differenze di copertura tra una assicurazione e l’altra possono essere significative”.