polemica negli Usa

L'ultimo paradosso di Trump: gli agenti Ice specializzati nelle espulsioni messi a gestire l'accoglienza negli aeroporti Usa

Con la Tsa paralizzata dallo shutdown, la Casa Bianca ha una soluzione: mandare negli scali i suoi agenti anti-immigrazione

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Negli aeroporti americani è comparsa una divisa nuova. Non quella blu della Tsa, l'agenzia federale che normalmente gestisce i controlli di sicurezza sui voli, ma quella della famigerata Ice, Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia nota per i raid nei luoghi di lavoro, le detenzioni nei centri di trattenimento, le espulsioni, le uccisioni a Minneapolis di Renee Good e Alex Pretti. Stavolta impiegata per gestire le code dei viaggiatori, organizzare l'accoglienza e le partenze di chi transita per uno scalo statunitense.

Donald Trump e il suo "zar dei confini" Tom Homan hanno confermato il piano: agenti Ice saranno dispiegati negli aeroporti americani per aiutare la Tsa a smaltire code che in alcuni scali hanno raggiunto le tre ore di attesa. Homan guiderà personalmente lo sforzo. "Saremo negli aeroporti domani", ha detto domenica 22 marzo alla Cnn. I dettagli operativi, ha ammesso, sono ancora in fase di definizione.

Perché la Tsa è in ginocchio -

 Dal 15 febbraio 2026 gli Stati Uniti sono in uno shutdown parziale che si avvicina al quarantesimo giorno: il Senato democratico ha bloccato i finanziamenti al Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) che sovrintende alla Tsa, chiedendo riforme dopo che agenti Ice avevano ucciso due cittadini americani in due episodi separati a Minneapolis nel mese di gennaio.

Il risultato è che gli agenti della Tsa lavorano da oltre un mese con stipendi ridotti (a fine febbraio ne hanno ricevuto uno parziale, la scorsa settimana nessuno). Secondo il Dhs, 366 funzionari hanno già lasciato il posto. Altri si danno malati. Alcuni scali, tra cui quelli di Filadelfia e Houston, hanno dovuto chiudere interi varchi di sicurezza per mancanza di personale. Le code si allungano: file che arrivano fino al parcheggio all'aeroporto di New Orleans, attese di ore a LaGuardia, New York.



Cosa farà Ice in aeroporto -

 La domanda che in molti si pongono è: cosa ci fa concretamente un agente Ice in un terminal? Homan è stato esplicito su un punto: nessun agente Ice si metterà davanti a una macchina a raggi X. "Non siamo addestrati a farlo", ha dichiarato. Il piano, ancora in fase di definizione insieme al direttore ad interim di Ice Todd Lyons e alla responsabile ad interim della Tsa Ha Nguyen McNeill, prevede che gli agenti assumano compiti secondari come presidiare uscite, controllare accessi, gestire i flussi, con l'obiettivo di liberare il personale Tsa specializzato e concentrarlo sui controlli principali. Homan ha anche ricordato che agenti Ice sono già presenti in molti aeroporti per attività investigative legate al traffico illecito: il passo verso compiti operativi di supporto, ha sostenuto, è breve.

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Il paradosso istituzionale -

  La contraddizione è evidente. Ice è l'agenzia che, sotto questa amministrazione, ha condotto i raid più controversi della storia recente americana, a caccia di immigrati illegalmente sul suolo Usa: fabbriche, ristoranti, cantieri. È l'agenzia al centro delle polemiche per le violazioni dei diritti civili documentate in tutto il paese. È l'agenzia i cui agenti hanno ucciso due cittadini americani, ed è proprio per questo che il Senato ha bloccato i fondi al DHS, innescando lo shutdown che ha prosciugato la Tsa. Ora quella stessa agenzia viene mandata a fare il servizio d'ordine nelle code del check-in. Gli stessi agenti che in settimana bussano alle porte per portare via le persone, nel weekend smistano i passeggeri verso il gate.

Le reazioni: dal Congresso ai sindacati -

Le reazioni non si sono fatte attendere. Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell'Alaska, ha definito il piano una "cattiva idea": "Quello che dobbiamo fare è risolvere le questioni con il Dhs e pagare gli agenti Tsa. Vogliamo davvero aggiungere ulteriori tensioni a quelle che stiamo già affrontando?". Dal fronte democratico, il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries è stato ancora più duro: "L'ultima cosa di cui gli americani hanno bisogno è che agenti Ice non addestrati vengano dispiegati negli aeroporti, con il rischio di brutalizzare o in alcuni casi uccidere i passeggeri. Abbiamo già visto come si comporta Ice".

Ancora più netta la posizione dei sindacati. Everett Kelley, presidente dell'American Federation of Government Employees  che rappresenta oltre 50mila lavoratori Tsa, ha condannato il piano ricordando che gli agenti Ice non sono formati né certificati per la sicurezza aeroportuale: "I nostri iscritti alla Tsa si presentano ogni giorno al lavoro senza stipendio perché credono nella missione di tenere al sicuro chi vola. Meritano di essere pagati, non sostituiti da agenti armati e non addestrati che hanno già dimostrato quanto possano essere pericolosi". I sindacati degli assistenti di volo hanno parlato di una scelta che "crea caos" invece di risolvere il problema alla radice.

Un piano poco chiaro -

 Quello che colpisce, al di là delle polemiche, è la natura improvvisata dell'operazione. Homan ha ammesso domenica che i dettagli erano ancora in via di definizione: quali aeroporti, quanti agenti, con quali compiti precisi. Alla giornalista di Cnn che gli chiedeva come potesse essere un piano strutturato se era ancora incompleto il giorno prima del lancio, Homan ha risposto: "Quanto piano ci vuole per presidiare un'uscita?". Trump, dal canto suo, aveva promesso che gli agenti Ice avrebbero garantito "una sicurezza come non si è mai vista". Una promessa ambiziosa per un'operazione che, a meno di ventiquattr'ore dal via, non aveva ancora una lista degli scali coinvolti.

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