LO SFOGO

Giorgia Soleri mostra la pancia agli hater: "Non sono incinta, sono malata"

L'attivista risponde a un commento sulla sua pancia gonfia, sottolineando come la pressione sociale sul corpo femminile non dia tregua nemmeno di fronte a una patologia.

© Instagram

© Instagram

Un video, una pancia in primo piano e la solita domanda fuori luogo. Ma la risposta, questa volta, è netta e necessaria: "Non sono incinta, sono malata". Giorgia Soleri torna a esporsi sui social per replicare a un hater e, ancora una volta, trasforma un attacco personale in un'occasione di consapevolezza.

Cosa è successo -

 Tutto nasce da un'osservazione che si ripete da anni, sia online che nella vita quotidiana: l'associazione automatica tra pancia gonfia e gravidanza. Nel video condiviso, Soleri mostra il suo addome segnato dal gonfiore e risponde senza ambiguità. Non c'è alcuna maternità in corso, ma una condizione medica che spesso viene banalizzata o fraintesa. La sua replica non è solo personale, ma rappresentativa di molte donne che convivono con sintomi simili e si trovano costantemente a dover giustificare il proprio corpo. 

Vivere con una malattia invisibile -

 Da tempo Giorgia Soleri è tra le voci più riconoscibili nella divulgazione sulle cosiddette malattie invisibili. Ha raccontato pubblicamente il suo percorso con vulvodinia e neuropatia del pudendo, contribuendo anche a portare il tema nel dibattito politico e istituzionale. Nel suo ultimo intervento, però, l'attenzione si sposta su un altro aspetto: la difficoltà quotidiana di convivere con una patologia che non sempre si vede, ma che incide profondamente sulla qualità della vita. Accettare i cambiamenti del corpo, spesso imposti da malattia e terapie, diventa una sfida continua, aggravata da una scarsa conoscenza diffusa.

Endobelly: quando il corpo viene frainteso -

 La pancia gonfia mostrata nel video ha un nome preciso: endobelly. Si tratta di un gonfiore addominale legato all'endometriosi, uno dei tanti sintomi della malattia. Un dettaglio che per molti richiama l'immaginario della gravidanza, ma che per chi ne soffre rappresenta dolore, disagio e limitazioni. Soleri lo spiega chiaramente: quel segno visibile è solo una parte di un quadro molto più complesso, spesso invalidante e ancora poco compreso. Il problema, sottolinea, è proprio l'equivoco culturale che porta a interpretazioni superficiali e commenti inappropriati.

Il peso dello sguardo esterno -

 Nel suo racconto emerge anche una riflessione più profonda sul giudizio sociale. Essere una donna, anche quando si è malate, sembra implicare l'obbligo di aderire a standard estetici rigidi, quasi irraggiungibili. Soleri denuncia questa pressione, definendola una trappola sociale: quella che impone di apparire sempre al meglio, anche a costo di ignorare il proprio dolore. La sua richiesta è chiara e potente: non essere considerata bella, ma essere ascoltata, creduta e curata. E, soprattutto, ottenere maggiore attenzione da parte del sistema sanitario e delle istituzioni. "Non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura" si è sfogata l'attivista.

Cos'è l'endometriosi? -

 L'endometriosi è una patologia cronica in cui tessuto simile all'endometrio (la mucosa che riveste l'utero) cresce al di fuori della cavità uterina, causando infiammazione, dolore e, in alcuni casi, infertilità. Secondo organizzazioni sanitarie come il Ministero della Salute e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce circa 1 donna su 10 in età fertile.

I sintomi possono includere dolori mestruali intensi, dolore pelvico cronico, gonfiore addominale (il cosiddetto endobelly), affaticamento e disturbi intestinali. La diagnosi può richiedere anni e, al momento, non esiste una cura definitiva, ma trattamenti che aiutano a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita.

Ti potrebbe interessare