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Matrimoni gay? In America ora si può

Abrogata la legge che negava i diritti alle coppie omosessuali. Barack Obama festeggia

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Matrimonio gay riconosciuto in tutti gli Stati Uniti: lo ha deciso la Corte Suprema, bocciando la legge federale del "Defence Marriage Act" (Doma). La norma, approvata nel 1996, stabiliva che nel caso di matrimoni omosessuali venisse meno il vincolo di reciprocità che lega gli Stati americani. Con la bocciatura di questa legge, i diritti delle coppie gay sposate saranno riconosciuti in tutto il Paese.

E anche Barack Obama festeggia - La decisione di abrogare il Doma, la legge federale che negava le nozze gay, "cinguetta" il presidente, è un passo storico verso la #marriageEquality, l'uguaglianza tra i matrimoni, l'hashtag usato da mesi su twitter dai sostenitori del matrimonio omosessuale. Obama quindi termina il suo messaggio con un nuovo hashtag, decisamente significativo: "LoveIsLove", l'amore è amore.

Il sindaco di New York Bloomberg: "Uguaglianza per tutti" - Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha applaudito alla decisione della Corte Suprema sulle nozze gay: ''La nostra storia è definita dall'allargamento dell'eguaglianza per tutti e la Corte - ha detto il sindaco - ci ha portato un passo più vicino''.

I vescovi Usa: "Giorno tragico" - "Un giorno tragico per la nazione: la Corte Suprema ha sbagliato". Questa la reazione dei vescovi Usa dopo la sentenza della Corte. ''E' un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione'', si legge nel comunicato della conferenza episcopale americana firmato dal presidente, l'arcivescovo di New York Timothy Dolan.

Sentenza frutto di due ricorsi - I
l primo è stato presentato a New York e vede, come si dice in questi casi ''Edith Windsor contro gli Stati Uniti''. Edith Windsor è una donna lesbica sposata che chiede pieno riconoscimento al livello federale dei suoi diritti. Il secondo è stato presentato in California e si chiama: ''Hollingworth contro Perry'', due legali contrapposti, e riguarda l'abrogazione del Prop8. Un giudizio che arriva dopo una lunga battaglia legale e politica, e persino un referendum, che ha messo al bando le nozze gay in California.

Il Doma -
Si tratta di una legge approvata a larghissima maggioranza il 3 gennaio del 1996 e poi varata da Bill Clinton il 21 settembre dello stesso anno. E' molto breve, composta da un paio di articoli. A partire dal nome si capisce che si tratta di una provvedimento "che definisce e protegge l'istituzione del matrimonio''. Il primo articolo tutela esplicitamente il 'marriage' tradizionale, quello tra eterosessuali, ''negando ogni possibile beneficio di legge, al livello federale, a coppie gay o lesbiche gia' sposate nei singoli Stati che gia' autorizzano le nozze gay''. Quindi indica chiaramente che ''gli Stati Uniti riconoscono nella definizione di 'matrimonio' esclusivamente l'unione legale tra un uomo e una donna''. Gia' nel programma elettorale di Obama nel 2008 era prevista la sua abrogazione.

Proposition 8 - E' il nome dato al referendum, celebrato nel novembre del 2008, con cui si chiedeva di mettere al bando il diritto alle nozze gay stabilito dalla Corte Suprema dello Stato della California pochi mesi prima, esattamente il 15 maggio 2008. Al termine di uno scontro feroce, il 52% degli elettori del Golden State votarono sì al referendum abolendo così il matrimonio tra omosessuali.

I ricorsi - Dopo il Doma e il Prop8 sono partiti i ricorsi e altri furibondi scontri legali. Infine, nell'agosto del 2010 il Tribunale di Los Angeles ha bocciato il quesito approvato dal referendum, definendo la Prop8 incostituzionale. Tutta la materia è quindi passata alla Corte Suprema Federale.

Corte Suprema deve ancora decidere su Prop8 -
La Corte Suprema degli Stati Uniti spiana la strada ai matrimoni gay evitando di decidere sulla Proposition 8, la legge della California che mette al bando le nozze omosessuali. I saggi federali rimandano la decisione ad una corte dello Stato con indicazione di abolire la legge.

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