
Casolare esploso, "la bomba era per obiettivo vicino" | Gli anarchici: "Sara e Sandro morti combattendo, serve la violenza rivoluzionaria"
In un comunicato si parla dell'utilizzo di "ogni mezzo" contro il sistema. Le indagini proseguono: eseguite cinque perquisizioni e ascoltate diverse persone, che risulterebbero estranee alla vicenda. Allerta massima

Resta altissimo il livello di attenzione in Italia dopo l'esplosione dell'ordigno in un casolare abbandonato a Roma, in cui sono morti i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Secondo quanto emerso dalla riunione del Comitato di Analisi strategica antiterrorismo al Viminale, che si è tenuta sabato 21 marzo, la bomba che i due stavano assemblando era forse destinata a un luogo vicino al Parco degli Acquedotti. Intanto, diversi circoli anarchici italiani hanno pubblicato una nota a commemorazione delle vittime: "Sara e Sandro sono morti combattendo".
I possibili obiettivi -
Secondo quanto emerso, tra i possibili obiettivi di "interesse anarchico" nel quadrante sud-est della Capitale si trovano uno snodo ferroviario come anche il polo Tuscolano della polizia e una caserma dei carabinieri. L'ordigno sarebbe stato realizzato con fertilizzante e un innesco e, quindi, considerato poco "stabile" per il trasporto. Non si escludono altre piste, come quella della ripresa di una strategia di lotta in favore dell'anarchico Alfredo Cospito, detenuto al 41bis.
Le indagini -
Le indagini si concentrano sulla galassia anti-sistema: la polizia ha eseguito cinque perquisizioni e sequestrato materiale d'area anarchica, che tuttavia non sarebbe attinente all'esplosione. Così come estranee risulterebbero le persone già ascoltate.
La nota degli anarchici -
In un comunicato sottoscritto da diversi circoli anarchici italiani, vengono esaltate le figure di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. "Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni 'trapelate' non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo".
"La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell'inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l'anarchismo, dei rivoluzionari fino all'ultimo istante della loro vita, e nella morte. Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio", si legge nella nota. "Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni", si legge nel testo.
Poche ore prima, anche gli anarchici della Valtellina hanno ricordato le due vittime in una nota: "Sappiamo per certo che nel loro cuore c'era quell'idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria" e "l'audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema".
L'allarme di Piantedosi -
Al Viminale, come detto, si è tenuta la riunione riservata del Comitato di Analisi strategica antiterrorismo (Casa) convocata dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Lo scorso 3 febbraio, durante una informativa alla Camera, in seguito agli scontri avvenuti a Torino, era stato proprio Piantedosi a richiamare l'attenzione sulla saldatura della "galassia anarco-antagonista" che puntava "a galvanizzarne gli aderenti".
"Un dato che emerge dal lavoro preventivo delle nostre forze di polizia è che disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono in realtà, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni", aveva detto Piantedosi in Aula. "In altre parole, siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti", aveva aggiunto.