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Ultimo aggiornamento: 22 minuti fa
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L'Iran lancia due missili contro l'isola Diego Garcia, a 4mila chilometri di distanza | Via libera degli Usa alla vendita del petrolio già in navigazione

L'attacco non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull'isola nell'Oceano Indiano

La guerra entra nella quarta settimana. Proseguono i bombardamenti incrociati tra Israele e la Mezzaluna Rossa iraniana: frammenti di un missile lanciato da Teheran sono caduti venerdì, a circa 400 metri dal Muro del Pianto. Mentre l'Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio contro Diego Garcia, ma non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull'isola nell'Oceano Indiano, a circa 3.810 chilometri dalla costa iraniana: lo riferisce il Wall Street Journal, citando diverse fonti ufficiali statunitensi. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l'altro, ha precisato il quotidiano. Non è chiaro quando sia avvenuto l'attacco. Il regime ha sempre dichiarato che la gittata massima dei suoi missili fosse di duemila chilometri, ma questo tentativo di attacco raddoppia la distanza. Intanto gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. Previsto in tarda mattinata il Comitato antiterrorismo al Viminale, convocato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

21 mar 2026 09:25

Media: Riad ha concesso agli Usa la base aerea King Fahd, vicino a Gedda

L'Arabia Saudita ha accettato di aprire agli americani la base aerea King Fahd a Taif, nella zona occidentale del Paese. Lo riporta il Middle East Eye, citando diversi funzionari statunitensi e occidentali a conoscenza della questione. Il quotidiano ha sottolineato l'importanza di questa base, che si trova a maggiore distanza dai droni iraniani Shahed rispetto alla base Prince Sultan, più volte bersaglio degli attacchi iraniani, ed è anche vicina a Gedda, il porto sul Mar Rosso diventato di fatto un hub logistico cruciale da quando l'Iran ha preso il controllo dello Stretto di Hormuz. Le fonti americane hanno rimarcato che, se l'amministrazione Trump si sta preparando a una lunga guerra contro l'Iran, Gedda potrebbe essere fondamentale per il sostentamento delle forze armate. "L'atteggiamento a Riad è cambiato e ora appoggia la guerra degli Stati Uniti come punizione per gli attacchi iraniani", ha detto un funzionario occidentale nel Golfo. Le fonti hanno riferito di contatti telefonici regolari tra il presidente americano Donald Trump e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman nelle ultime tre settimane. Nei primi giorni di conflitto il Washington Post riferì che Trump aveva lanciato l'attacco all'Iran dopo settimane di pressioni da parte dei leader di Israele e Arabia Saudita. La scorsa settimana il New York Times ha scritto che il principe saudita avrebbe chiesto al presidente americano di "continuare a colpire duramente l'Iran".

IN EVIDENZA
21 mar 2026 09:22

Teheran conferma l'attacco all'isola Diego Garcia, a 4mila chilometri dall'Iran

Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran: lo scrive Mehr. "Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", sottolinea l'agenzia. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2mila chilometri. 

21 mar 2026 08:39

Putin alla leadership di Teheran: Russia resta un amico leale e un partner affidabile

Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con la leadership iraniana in occasione del Nowruz, il capodanno persiano, ribadendo il sostegno di Mosca a Teheran. Secondo quanto riferito dal Cremlino, il presidente russo ha inviato le sue congratulazioni alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei e al presidente Masoud Pezeshkian e ha augurato al popolo iraniano di superare "con dignità" le attuali difficoltà. Putin ha sottolineato che Mosca rimane un amico leale e un partner affidabile per Teheran in questo momento difficile.

21 mar 2026 08:24

Guterres: Onu pronta a contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz

Il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che le Nazioni Unite potrebbero essere parte di un piano per ridurre gli attacchi e proteggere lo Stretto di Hormuz, ricordando il ruolo avuto in passato dall'organizzazione nell'ambito dell'Iniziativa del Mar Nero, che ha consentito l'esportazione di cibo e fertilizzanti durante la guerra in Ucraina. "Il mio obiettivo principale è verificare se sia possibile ricreare nello Stretto di Hormuz condizioni simili a quelle del passato", ha detto in un'intervista a Politico, riferendo di contatti in corso con i principali attori del Golfo e con il Consiglio europeo.

21 mar 2026 08:06

Cbs: Trump sta elaborando una strategia per impossessarsi delle scorte nucleari di Teheran

L'amministrazione Trump sta elaborando strategie, metodi e opzioni per mettere in sicurezza o estrarre i materiali nucleari dell'Iran. Lo riporta la Cbs, citando diverse fonti informate sul dossier. La tempistica di un'eventuale operazione, qualora il presidente americano decidesse di autorizzarla, non è ancora chiara, spiega l'emittente, citando una fonte che ha affermato che non è stata ancora presa alcuna decisione. Tuttavia, la pianificazione si è concentrata sul possibile dispiegamento di forze del Joint Special Operations Command, l'unità militare d'élite spesso incaricata delle missioni di contro-proliferazione più sensibili, hanno riferito due fonti alla Cbs. Una portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che spetta al Pentagono occuparsi dei preparativi, mentre un portavoce del Pentagono non ha commentato. Funzionari statunitensi, prosegue l'emittente, hanno dichiarato che l'amministrazione Trump non ha escluso la possibilità di tentare di recuperare le scorte iraniane di uranio altamente arricchito come parte dell'attuale campagna militare. Qualsiasi missione volta a sequestrare l'uranio, viene sottolineato, sarebbe ardua e potenzialmente rischiosa. "Stiamo parlando di cilindri contenenti gas di esafluoruro di uranio altamente contaminato al 60%, quindi è molto difficile da maneggiare", ha dichiarato Rafael Grossi, direttore generale dell'Aiea a un programma di Cbs News questa settimana. "Non sto dicendo che sia impossibile - ha aggiunto -. So che esistono capacità militari incredibili per farlo, ma sarebbe sicuramente un'operazione molto impegnativa".

21 mar 2026 08:02

L'Iran minaccia gli Emirati: "Basta attacchi alle isole contese o rappresaglia"

I militari iraniani avvertono che qualsiasi ulteriore attacco dal territorio degli Emirati Arabi Uniti contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb comporterà attacchi distruttivi contro Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato da Mehr. Gli Emirati hanno rivendicato le tre isole iraniane di Abu Musa, Greater Tunb e Lesser Tunb, situate nel Golfo Persico vicino allo Stretto di Hormuz.

21 mar 2026 07:08

Araghchi: Teheran è pronta a facilitare il passaggio delle navi giapponesi attraverso Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran è pronta a facilitare il passaggio delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz, e che i negoziati col Giappone sulla questione sono in corso. Lo riporta lo stesso Araghchi, pubblicando su Telegram l'intervista telefonica rilasciata all'agenzia Kyodo News, nella quale ha affermato che l'Iran "non ha chiuso lo stretto. Dal nostro punto di vista, è aperto. È chiuso solo alle navi dei nostri nemici, cioè dei Paesi che ci attaccano. Per gli altri Paesi, le navi possono attraversarlo". "Naturalmente - ha spiegato - esistono problemi di sicurezza. Siamo pronti, in caso di contatto, a garantire un passaggio sicuro, dialogheremo con loro per trovare un modo sicuro di attraversamento. Siamo pronti a garantire loro un passaggio sicuro. Basta che ci contattino per discutere le modalità". "Questo tema è stato discusso nel mio ultimo colloquio con il ministro degli Esteri giapponese - ha quindi precisato il ministro -. Le discussioni sono ancora in corso e non entrerò nei dettagli". Araghchi ha però sottolineato che "il Giappone ha sempre adottato una posizione equa ed equilibrata ed è sempre stato considerato un amico dell'Iran. Abbiamo sempre avuto ottime relazioni con il Giappone e ne siamo consapevoli. Durante questa guerra, ho parlato due volte con il ministro degli Esteri giapponese. Sappiamo che il primo ministro giapponese è stato a Washington. Speriamo che il Giappone possa svolgere un ruolo costruttivo nel porre fine a questa aggressione e garantire che questa guerra ingiusta finisca completamente". 

L'agenzia di stampa Kyodo ricorda che il Giappone dipende dal Medio Oriente per oltre il 90% delle sue importazioni di petrolio, la maggior parte delle quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Un funzionario del ministero degli Esteri giapponese ha dichiarato all'agenzia di stampa che Tokyo valuterà le dichiarazioni di Araghchi, aggiungendo che anche se le navi giapponesi riuscissero a transitare, l'impennata dei prezzi dell'energia rimarrebbe. Da parte sua, un funzionario del governo ha detto che "negoziare direttamente con la parte iraniana" è il "modo più efficace" per revocare il blocco dello stretto, sottolineando però la necessità di evitare di provocare gli Stati Uniti.

21 mar 2026 07:06

Teheran: non accettiamo un cessate il fuoco, la guerra deve finire in modo permanente

"Il nostro messaggio è che questa guerra non è la nostra guerra. È una guerra che ci è stata imposta. Stavamo negoziando con gli Stati Uniti quando hanno deciso di attaccarci. Si è trattato chiaramente di un atto di aggressione, un atto illegale, immotivato e non provocato. Ciò che stiamo facendo è semplicemente difenderci. Continueremo a difenderci per tutto il tempo necessario e finché sarà necessario. Pertanto, speriamo che il mondo intero si unisca con una sola voce contro questa aggressione, l'aggressione di Stati Uniti e Israele, e li costringa a fermarla". Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nell'intervista telefonica rilasciata all'agenzia Kyodo News e rilanciata sul suo canale Telegram. "La nostra posizione è questa, e devo ribadirlo - ha aggiunto - non accettiamo un cessate il fuoco, perché non vogliamo che lo scenario dello scorso anno si ripeta. La guerra deve finire completamente e in modo permanente, e devono esserci garanzie che questa situazione non si ripeterà. Inoltre, i danni inflitti all'Iran devono essere risarciti". "Alcuni Paesi - ha spiegato Araghchi - stanno cercando di svolgere un ruolo positivo e costruttivo. Accogliamo con favore qualsiasi iniziativa che possa porre fine completamente a questa guerra. Siamo pronti ad ascoltare e valutare. Tuttavia, al momento, anche se alcuni Paesi stanno cercando una soluzione, non sembra che gli Stati Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione. Pertanto, continueremo a difenderci" e "come ho detto, non cerchiamo un cessate il fuoco. Vogliamo una fine completa, globale e duratura della guerra, e l'unica soluzione accettabile per noi è la sua completa conclusione".

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21 mar 2026 06:21

Gli Usa danno il via libera alla vendita del petrolio iraniano già in navigazione

Gli Usa hanno dato il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. In un lungo post sui social media il segretario al Tesoro Scott Bessent precisa che si tratta di un'autorizzazione "a breve termine, mirata e circoscritta, che consente la vendita del petrolio iraniano attualmente bloccato in mare". "Al momento, il petrolio iraniano soggetto a sanzioni viene accumulato dalla Cina a prezzi stracciati. Sbloccando temporaneamente questa offerta già esistente e rendendola disponibile al mondo intero, gli Stati Uniti immetteranno rapidamente sui mercati globali circa 140 milioni di barili di petrolio, incrementando la disponibilità energetica mondiale e contribuendo ad alleviare le temporanee tensioni sull'offerta causate dall'Iran", ha sottolineato Bessent, precisando che "utilizzeremo i barili iraniani contro Teheran per mantenere bassi i prezzi, mentre proseguiamo l'Operazione Epic Fury". "Questa autorizzazione temporanea e di breve durata è rigorosamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti né nuova produzione", ha ribadito il segretario al Tesoro. L'autorizzazione sarà in vigore fino al 19 aprile, quindi per un mese, come si legge nell'ordinanza pubblicata sul sito del Dipartimento del Tesoro.

IN EVIDENZA
21 mar 2026 06:10

L'Iran lancia due missili contro l'isola Diego Garcia

L'Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio contro Diego Garcia, ma non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull'isola nell'Oceano Indiano, a circa 3.810 chilometri dalla costa iraniana. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando diverse fonti ufficiali statunitensi. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l'altro, ha precisato il quotidiano. Non è chiaro quando sia avvenuto l'attacco. Il regime ha sempre dichiarato che la gittata massima dei suoi missili fosse di duemila chilometri, ma questo tentativo di attacco raddoppia la distanza.

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