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Addio a Umberto Bossi, a "Buona Domenica" raccontava la sua Lega: dalla nascita al paragone con Braveheart

Il "Senatùr" era stato ospite del programma di Canale 5 nel 1995 e in una lunga intervista a Lorella Cuccarini raccontava la sua ascesa politica 

© Da video

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È morto all'età di 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e protagonista assoluto di una lunga stagione della politica italiana. Con lui scompare una figura che ha segnato l'immaginario pubblico della Seconda Repubblica. In questa intervista del 1995 a "Buona Domenica", il Senatùr raccontava la nascita della lega, rivendicando la natura combattiva del suo ruolo e la diversità rispetto ai leader del passato.

Alla domanda su una definizione che lo voleva "ruspante, autoritario e spregiudicato nella manovra", con un paragone a Bettino Craxi, Bossi rispondeva così: “Io rappresento la forza politica che numericamente sta in una posizione difficile, più che al centro in questo momento storico. Quindi molto differente rispetto a una posizione che occupava Craxi". E aggiungeva: "Sono spregiudicato perché ho nemici molto forti e quindi devo essere abbastanza imprevedibile".

La nascita della Lega -

 Quando gli veniva chiesto se si sentisse "istintivo e sanguigno" come lo descriveva la stampa dell'epoca, il leader politico frenava subito la lettura più caricaturale: "Potrei anche accettare di essere definito sanguigno, però secondo me in politica c'è sempre molta freddezza e molto ragionamento nelle scelte che si fanno". In quell'intervista, Bossi raccontava anche l’origine quasi accidentale del suo percorso politico. "È stato casuale", diceva. Poi ricostruiva la scena: "Era il 1979… lavoravo in patologia chirurgica a Pavia, in un laboratorio. All'uscita di questo laboratorio c’era un manifesto sul federalismo, io mi fermai a leggere. Lì c’era un autore di quel manifesto e mi agganciò. E poi è nata la Lega".

Il paragone con Braveheart -

 Il 1995 fu anche l'anno di Braveheart, film che in quegli anni usava spesso come riferimento simbolico. Bossi ne dava una lettura apertamente politica: "Braveheart, in fondo, sottolinea una lotta per l'indipendenza della Scozia", diceva, collegando quella vicenda all’idea che gli Stati nazionali, così come erano stati ereditati, non fossero più sufficienti a rispondere alle trasformazioni dell'economia. Da lì il ragionamento si allargava alla sua visione del tempo storico: "Sta ritornando altri valori, valori di identità". E ancora: "Probabilmente l'Europa sarà la risposta in merito all’economia. Gli Stati più piccoli saranno la risposta in merito allo strutturale, direi affettivo, che è necessario riportare nella società".