l'intervista

Caso Epstein, la principessa di Norvegia: "Sono stata manipolata, avrei dovuto controllare"

La futura regina rompe il silenzio sul suo rapporto con il finanziere pedofilo: "Solo di amicizia, mi assumo le responsabilità"

© Afp

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"Sono stata manipolata e ingannata". Con queste parole la principessa ereditaria di Norvegia, Mette-Marit, racconta per la prima volta il suo rapporto con Jeffrey Epstein. "Avrei preferito non averlo mai incontrato", ha aggiunto, riconoscendo di non aver verificato a fondo il suo passato.

Il racconto -

 La principessa ha spiegato di aver conosciuto Epstein tramite amici comuni e di aver mantenuto contatti tra il 2011 e il 2014, anche via email. "Era un rapporto di amicizia", ha sottolineato, rispondendo con un secco "no" a chi le chiedeva se ci fosse qualcosa di diverso. Nel corso dell’intervista all’emittente pubblica NRK, Mette-Marit ha ricordato anche un episodio avvenuto durante un soggiorno a Palm Beach nel 2013. "Mi ha messo in una situazione che mi ha fatto sentire così poco sicura che ho chiamato Haakon". Nonostante questo, i contatti sono proseguiti: "Era un abile manipolatore".

Le vittime -

 Parlando delle vittime degli abusi, la principessa si è commossa: "Meritano giustizia e credo che non l'abbiano ancora avuta". Un passaggio centrale dell’intervista, in cui ha voluto esprimere vicinanza a chi ha subito violenze. "Vorrei non averlo mai incontrato ma è importante che ora mi prenda le mie responsabilità", ha dichiarato. La principessa ha ammesso di non aver controllato il background di Epstein come avrebbe dovuto.

La salute -

 Durante l’intervista, durata circa 20 minuti, Mette-Marit ha parlato anche della sua condizione personale. Ha rivelato di soffrire di una malattia grave che richiede molto riposo e che potrebbe influire sul suo ruolo futuro. Accanto al marito, il principe Haakon di Norvegia, ha ribadito la fiducia nell’istituzione monarchica. "Credo che la fiducia sia una delle cose più belle che abbiamo nella nostra società". Poi ha concluso: "Haakon è l'uomo che rispetto di più in tutto il mondo... vorrei stare al suo fianco, se la mia salute me lo concede".

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