Cosa ci tiene incollati allo schermo e cosa ci spinge ad aprire un articolo o a fare ricerche online? La risposta, almeno per il 2026, arriva da una ricerca condotta su 5mila italiani dall'Osservatorio Opinion Leader 4 Future, un progetto congiunto del Gruppo Credem e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore: gli italiani pensano in prima battuta a portafoglio, politica e guerra.
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In cima alla classifica dei temi che hanno catturato l'attenzione nei primi mesi del 2026 ci sono stati l'inflazione, il carovita e il caro bollette (33%), seguiti dal dibattito politico interno (30%). Lontani ma presenti i conflitti internazionali: la guerra in Ucraina raccoglie il 19%, il Medio Oriente il 17%, e il nuovo ruolo degli Stati Uniti nell'era Trump si attesta anch'esso al 17%. Fin qui, niente di sorprendente. A stupire è il fondo della classifica: il cambiamento climatico e gli eventi estremi si fermano al 6%, la transizione energetica all'1%, la sicurezza stradale all'1%.
Il grande assente: il clima -
Mentre alluvioni, siccità e ondate di calore segnano sempre più profondamente la cronaca, il cambiamento climatico ottiene solo il 6% di interesse dichiarato. La transizione energetica, con le sue implicazioni economiche e geopolitiche, addirittura l'1%. Anche temi come il disagio giovanile (2%), la sicurezza sul lavoro (2%) e la salute mentale (3%) rimangono ai margini, nonostante occupino spazio crescente nel dibattito sociale. L'impressione è quella di un'informazione parametrata sempre all'emergenza quotidiana e personale: prezzi, sicurezza, conflitti e poco orientata verso il futuro.
Giovani e anziani: due Italie che non si parlano -
La ricerca svela anche una frattura generazionale significativa. Gli under 45 mostrano un interesse molto più marcato verso la politica internazionale: i conflitti in Medio Oriente e le mosse di Trump sono citati dal 23% dei giovani, contro percentuali inferiori al 15% nelle fasce più anziane. Gli over 65, al contrario, guardano soprattutto dentro i confini: il dibattito politico interno li appassiona al 34%, la percentuale più alta in assoluto tra tutte le fasce d'età.
Uomini e donne: sensibilità diverse -
Sul carovita uomini e donne sono perfettamente allineati (33%). Le divergenze emergono altrove: le donne mostrano maggiore attenzione alla sicurezza e alla criminalità (16% contro il 12% degli uomini) e ai conflitti in Medio Oriente (20% contro 15%). Gli uomini, invece, si distinguono per un interesse più marcato verso il ruolo della Cina e dei paesi emergenti (8% contro 4%).
L'intelligenza artificiale -
Un capitolo a parte merita l'intelligenza artificiale. Secondo i dati dell'Osservatorio, l'83% degli italiani usa almeno una piattaforma AI. Tra questi, il 31,5% la utilizza per aggiornarsi sull'attualità, affiancandola, non sostituendola, a giornali e social media. Il 43% la impiega per approfondire interessi personali. È un segnale importante: l'AI non è più solo un tema di moda di cui parlare (curiosamente, solo il 3% del campione la cita tra gli argomenti informativi più seguiti), ma uno strumento con cui gli italiani si informano già.
Il senso del report -
La fotografia che emerge dall'indagine è quella di un Paese concentrato sul presente immediato, che si sente pressato da problemi quali il costo della vita, la stabilità politica, la sicurezza, e relativamente poco attratto dai grandi temi strutturali che disegneranno il futuro: clima, energia, lavoro, giovani. Esiste insomma, uno spazio enorme tra ciò che viene considerato urgente dalle istituzioni e ciò che viene percepito come urgente dai cittadini.