Un accordo raggiunto lontano dalle aule di tribunale cambia il corso di una vicenda che da anni accompagna il nome di Kevin Spacey. L'attore ha chiuso con una transazione privata la causa civile intentata da tre uomini che lo accusavano di violenza sessuale, evitando così un processo che avrebbe dovuto tenersi nei prossimi mesi presso l'Alta Corte.
La scelta dell’accordo -
Secondo quanto riportato dalla BBC, i procedimenti sono stati sospesi proprio in seguito all'intesa tra le parti. Le accuse riguardavano presunti episodi avvenuti nell'arco di oltre un decennio, tra il 2000 e il 2013. Gli accusatori sostenevano di essere stati vittime di aggressioni sessuali, senza però parlare di stupro. Spacey, oggi 66enne, ha sempre respinto ogni addebito, ribadendo la propria innocenza anche in questa occasione. I dettagli economici e legali dell'accordo non sono stati resi pubblici.
Le testimonianze -
Due dei tre uomini coinvolti hanno scelto di restare anonimi. Uno di loro ha dichiarato di aver subito comportamenti inappropriati ripetuti nel corso di diversi anni, tra il 2000 e il 2005. Un altro testimone ha raccontato di aver incontrato Spacey durante un seminario teatrale a Londra e di aver riportato conseguenze psicologiche e perdite economiche dopo un presunto episodio avvenuto nel 2008. Entrambi i racconti si inseriscono nel periodo in cui l'attore era direttore artistico del Old Vic, ruolo ricoperto dal 2004 al 2013.
Il caso Cannon -
Diversa la posizione del terzo accusatore, Ruari Cannon, che ha scelto di rendere pubblica la propria identità. L'uomo ha raccontato che nel 2013, durante una festa successiva alla prima di uno spettacolo teatrale, sarebbe stato oggetto di avances indesiderate da parte dell’attore. Anche in questo caso, Spacey ha negato categoricamente, definendo l'episodio "mai avvenuto" e privo di fondamento.
Un capitolo che si chiude -
L'accordo rappresenta un nuovo sviluppo in una lunga serie di vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'attore negli ultimi anni. Nel 2023, Spacey era stato assolto in sede penale da nove capi d'accusa legati a reati sessuali. La chiusura della causa civile non equivale a un riconoscimento di colpa, ma segna comunque un passaggio significativo: evita un nuovo processo pubblico e mette fine, almeno sul piano legale, a una parte delle controversie ancora aperte