La Pasqua, come pure il Natale e gli altri periodi di festa, è un momento dell’anno in cui le famiglie si riuniscono, si preparano mille prelibatezze e si trascorre molto tempo a tavola. La linea finisce per risentirne proprio in un periodo delicato dell’anno, con la primavera che comincia a sbocciare e il guardaroba leggero che ci invita a mostrarci sotto la miglior luce possibile. Eppure, è quasi impossibile resistere alle gioie della tavola e alle mille tentazioni di stagione, a cominciare da uova di cioccolato, colomba e altri deliziosi dolci tipici: tuttavia, se nei giorni di festa non siamo disposti a tollerare sacrifici alimentari, cerchiamo almeno di mantenere un occhio consapevole alla quantità di calorie che si nascondono nelle prelibatezze pasquali: questo forse potrà aiutarci a evitare certi eccessi.
PER LA LINEA SONO PEGGIO LE UOVA O LA COLOMBA? – La verità non si nasconde: sono entrambi dolci deliziosi e molto calorici, ma se proprio vogliamo scegliere il minore dei mali, forse la colomba è da preferire al cioccolato dell’uovo. Cominciamo a sottolineare il fatto che tutti i dolci, e non solo quelli pasquali, contengono zuccheri e quindi hanno un elevato apporto di calorie e quindi fanno aumentare di peso. Esaminando la soluzione un po' più da vicino scopriamo che 100 grammi di colomba classica, con i canditi, le mandorle e ricoperta di glassa, apportano circa 400 calorie. Se poi il dolce è completato da farciture di cioccolato o altre creme, la stessa porzione può superare le 500. Considerando invece 100 grammi di uovo di Pasqua, vediamo che 100 grammi di cioccolato fondente apporta fino a 500 calorie; se il cioccolato è al latte o bianco il conto sale leggermente. Se poi sono presenti le nocciole, ad esempio nel cioccolato gianduia o nel nocciolato, si arriva a superare le 600. A conti fatti, a parità di peso meglio la colomba. Consideriamo però un altro aspetto della questione: 100 grammi di colomba sono una fetta modesta e li divoreremo fino all’ultima briciola, mentre possiamo sentirci appagati da un pezzetto di uovo molto inferiore ai 100 grammi. Il calcolo, quindi, resta molto soggettivo e legato alle preferenze di ciascuno.
GLI ALTRI DOLCI DELLA TRADIZIONE – I dolci della tradizione hanno la caratteristica comune di insistere sui sapori molto zuccherini e quindi comportano un surplus importante di calorie. Se consideriamo la pastiera napoletana, la ricetta tradizionale prevede la presenza, oltre allo zucchero, di pasta frolla, fatta con latte, burro, uova. Ci sono poi i canditi e altre decorazioni. Tutto questo “vale” circa 350 calorie per 100 gr. L’inconveniente è che, come accade con la colomba, una bella fetta di pastiera pesa tra i 150 e i 180 grammi: i valori indicati per i 100 grammi di prodotto vanno quindi quasi raddoppiati. La pasta di mandorle e il marzapane, molto presenti sulle tavole siciliane e del Sud Italia spesso modellato sotto forma di piccole figure che rappresentano agnellini o coniglietti, sono a base di zucchero, farina di mandorle e albume d’uovo: 100 grammi di questa bontà apportano 450 calorie. Per fortuna il loro sapore intensamente dolce ci fa sentire appagati anche con una piccola quantità.
COME SALVARE LA LINEA – Non esiste la possibilità di godersi senza limiti le prelibatezze pasquali e insieme conservare l’equilibrio della bilancia. Ci sono però una serie di contromisure che si possono mettere in pratica per limitare i danni. Ad esempio, limitiamoci a un bel pranzo ricco in occasione della Pasqua e della Pasquetta, giornate in cui per tradizione le famiglie si riuniscono e festeggiano insieme. In queste occasioni, godiamoci la buona tavola, evitando sia le rinunce, sia le esagerazioni. Ad esempio, evitiamo di mangiare pane e grissini tra una portata e l'altra, o di fare il bis dei diversi piatti, ma di fermarci a una porzione. Trascorsi i due giorni festivi, però, rientriamo nei ranghi di un’alimentazione sana ed equilibrata. I digiuni del giorno dopo non servono a nulla, come pure i sensi di colpa: meglio rimettersi in carreggiata con una dieta sana, privilegiando semmai la verdura ed evitando i carboidrati semplici, come gli zuccheri raffinati, gli alcolici, e i fritti. Non lasciamoci mettere in tentazione dagli avanzi, come la mezza colomba ancora da terminare o il cioccolato avanzato dall’uovo dei bambini: è abbastanza facile rimettersi in carreggiata dopo un paio di giorni di stravizi alimentari, ma se questi si protraggono per due settimane e oltre, la questione si fa più complicata.
L’ATTIVITÀ FISICA – Non basta fare un po’ di sport per salvare la linea da un periodo di abbuffate libere: il movimento di certo aiuta, ma da solo non basta. Per dimagrire occorre creare un deficit tra calorie immesse con il cibo ed energia bruciata con l’attività fisica. Per arrivare a questo saldo negativo occorre da un lato bruciare il più possibile, ma dall’altro è indispensabile mangiare un po’ meno. Se il nostro problema si riduce al far fuori il chiletto che abbiamo messo su a Pasqua, può essere sufficiente eliminare dolciumi, grassi superflui e bibite alcoliche o dolcificate, associando questo semplice regime a una passeggiata quotidiana a ritmo veloce di 40 minuti. Se invece i chili pasquali si sono sommati a un sovrappeso che ci trasciniamo da Natale o da ancora prima, può essere una buona idea incominciare un regime più strutturato, meglio se con la guida di un nutrizionista. Ricordiamoci che, anche se non abbiamo ancora riposto definitivamente i cappotti, la prova costume non è così lontana.