Messaggi e commemorazioni

Giornata nazionale in memoria delle vittime del coronavirus, gli infermieri: "Noi non siamo ancora usciti dal Covid"

"Ci siamo dentro, nel senso che stiamo lavorando a tutti gli effetti in regime pandemico", afferma in una nota il segretario nazionale del sindacato Nursind

© Ansa

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È la Giornata nazionale in memoria delle vittime del coronavirus. In occasione della triste celebrazione, il segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega, in una nota ha affermato che "sono passati sei anni e noi, spiace dirlo, non siamo ancora usciti dal Covid-19. Ci siamo dentro, nel senso che stiamo lavorando a tutti gli effetti in regime pandemico". "Basta scorrere le misure del decreto Milleproroghe da poco licenziato dal Parlamento per farsi un'idea", aggiunge Bottega. "Tanto per cominciare, c'è la proroga al 31 dicembre 2029 della norma emergenziale che permette l'esercizio temporaneo della professione di sanitario e socio-sanitario con titolo di studio conseguito all'estero, in deroga al riconoscimento da parte del ministero della Salute. Che dire poi di un'altra proroga di peso quale ad esempio quella per gli incarichi ai medici specializzandi senza passare per i concorsi", ha proseguito.

Inoltre, "il Piano pandemico non è ancora realtà", e "l'Italia non ha affatto centrato l'obiettivo del potenziamento delle terapie intensive con i quasi 6mila nuovi letti aggiuntivi previsti", ha aggiunto Bottega, per poi concludere: "Davvero ci si illude ancora di farcela senza gli infermieri, visto che ne mancano all'appello 9.600 dei 20 mila previsti per le Case della comunità?". 

La Giornata -

 La data della Giornata non era stata scelta casualmente. Il 18 marzo 2020, infatti, un evento colpì tutti: la sfilata di camion militari pieni di bare che portavano i cadaveri via dal cimitero di Bergamo, ormai al collasso, verso forni crematori delle regioni circostanti. Il 18 marzo fu poi il giorno in cui si registrò il maggior numero di decessi su scala nazionale.

Le commemorazioni -

 Commemorazioni sono previste in tutta Italia. A Bergamo, in particolare, come si legge sul sito del Comune, ci saranno, per tutta la giornata, "cerimonie istituzionali, momenti di raccoglimento e iniziative culturali".

I messaggi -

 "Oggi Bergamo è, per tutti noi, un luogo della memoria nazionale. È il nome di una città che coincide con un tempo che credevamo impossibile da attraversare: un tempo in cui tutto si è fermato, ma il dolore no". Lo ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenendo a Bergamo alle celebrazioni. Nel suo intervento Zangrillo ha voluto ringraziare tutte le donne e gli uomini che, nei mesi più difficili della pandemia, hanno continuato a servire il Paese: il personale sanitario, la protezione civile, le forze dell'ordine, i volontari e le donne e gli uomini della pubblica amministrazione che hanno garantito continuità ai servizi essenziali anche nelle fasi più difficili dell'emergenza. Un pensiero particolare è stato rivolto ai sindaci e agli amministratori locali, "che in quei giorni sono stati il volto più vicino dello Stato alle comunità", ha aggiunto Zangrillo. "Se c'è un messaggio che Bergamo consegna all'Italia è questo: dal dolore si può uscire, ma non da soli. È questo l'impegno che, come istituzioni, rinnoviamo oggi: tenere viva la memoria e farne responsabilità, ogni giorno", ha concluso il ministro.

Il "18 marzo 2020 non è una semplice data, ma il triste simbolo dell'inizio di una delle prove più dure della nostra storia recente, una pagina dolorosa per il nostro Paese e per il mondo intero: la pandemia da Covid-19. Una minaccia insidiosa, di fronte alla quale medici, infermieri, operatori sanitari e tanti servitori dello Stato si sono spesi senza mai risparmiarsi, garantendo assistenza e sicurezza. Tra loro, anche le donne e gli uomini della Difesa, impegnati sin dal primo momento a sostenere, aiutare e proteggere la popolazione. Oggi rendiamo omaggio a tutte le vittime e ci stringiamo, con rispetto e commozione, alle loro famiglie. La memoria di quanto accaduto e di chi non è più tra noi continui a guidare il nostro impegno". Così il ministro Guido Crosetto.

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