La guerra in Iran che coinvolge tutto il Medioriente e il blocco delle esportazioni di materie prime come petrolio e gas peserà sulle prossime bollette dell'energia. Ma intanto arrivano dati "confortanti" almeno per gli operatori: il 75% degli italiani paga le fatture dei consumi con puntualità. Mentre, se si guarda alla Gen Z, si scende al 55%. L'European Consumer Payment Report 2025 di Intrum, azienda specializzata nella gestione del credito, evidenzia così un'Italia che prova a rialzarsi dopo anni di incertezza, ma che resta vulnerabile, in particolare nelle fasce generazionali più giovani della sua società.
"I dati dell'ultimo ECPR ci raccontano un Paese che sta ritrovando fiducia, ma che rimane esposto a shock anche minimi", commenta Enrico Risso, ad di Intrum Italy. "Molti italiani mostrano grande responsabilità nella gestione delle spese essenziali, ma la vulnerabilità resta elevata, soprattutto tra i giovani e tra chi non dispone di strumenti educativi adeguati. Il nostro rapporto ci indica chiaramente che introdurre l'educazione finanziaria fin dall'infanzia può innestare competenze di vita essenziali; da questo punto di vista, guardare ai modelli educativi dei Paesi nordici può rappresentare una leva strategica per crescere una cittadinanza più consapevole e preparata."
© Withub
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Regolarità e puntualità nel pagamento delle bollette -
Mentre il 75% dei consumatori dichiara di riuscire a pagare puntualmente tutte le bollette, dato leggermente inferiore alla media europea, nella Gen Z il dato scende al 55% con difficoltà che risultano ricorrenti e non episodiche. Inoltre, il 39% della Gen Z dichiara di aver contratto un debito a causa della pressione esercitata dal confronto costante con lo stile di vita mostrato dagli influencer.
Il 64% degli italiani mette da parte mensilmente dei fondi per le emergenze, ma il 66% è preoccupato in caso di acquisti importanti, secondo dato in Europa dietro il Portogallo e davanti alla Grecia. Ecco altre delle principali evidenze del rapporto Intrum che quest'anno introduce il Money Management Index, il quale analizza i comportamenti che favoriscono la stabilità finanziaria e assegna all'Italia un punteggio di 81,9, in linea con la media europea, ma lontano dai Paesi più resilienti, confermando un equilibrio economico ancora delicato.
Perché la Gen Z fatica a pagare le bollette? -
La Gen Z emerge come il gruppo complessivamente più a rischio, con un impressionante 46% di fragilità. Un risultato che ha tra le proprie cause un importante deficit formativo. In generale, il 21% degli italiani ritiene di aver ricevuto una buona educazione finanziaria a scuola contro il 31% dei norvegesi, primi in graduatoria. Il dato evidenzia un vuoto educativo sistemico, che lascia molti ragazzi privi di una preparazione adeguata ad affrontare le sfide finanziarie della vita adulta.
Stando al rapporto, le difficoltà dei consumatori nella gestione del denaro sembrano spesso avere origine nell'infanzia. Un segmento rilevante del campione indica di non aver ricevuto una buona educazione finanziaria a scuola (85% dei Gen Z) e in famiglia (63% dei Gen Z). Inoltre, una quota rilevante degli intervistati dichiara di aver percepito il denaro come motivo di conflitto familiare durante l'infanzia, evidenziando un contesto emotivo poco favorevole allo sviluppo precoce di competenze economiche.
Il rapporto evidenzia chiaramente le fragilità della Gen Z in relazione ai pagamenti. Tra le cause: redditi mediamente più bassi, ingressi tardivi e discontinui nel mercato del lavoro, un costo della vita più elevato rispetto alle generazioni precedenti e una minore capacità di accumulare risparmi strutturati. A questa precarietà si somma l'influenza dei social media, capaci di alimentare aspettative irrealistiche e comportamenti rischiosi: acquisti impulsivi, indebitamento per imitare stili di vita patinati e un impatto tangibile sulla salute mentale.
Il 71% degli intervistati ritiene che le piattaforme digitali contribuiscano a generare aspettative poco realistiche sullo stile di vita e sul benessere economico, mettendo ulteriore pressione sulle famiglie. Inoltre, circa un quarto degli intervistati (26%) afferma che la pressione di conformarsi agli stili di vita mostrati sui social abbia avuto un impatto negativo sul proprio benessere psicologico. Il dato cresce sensibilmente tra i più giovani, raggiungendo il 47% nella Gen Z. Circa la metà di questi dichiara di effettuare acquisti d'impulso e il 39% ammette di aver contratto debiti nel tentativo di emulare lo stile di vita degli influencer.
Altro fenomeno in forte crescita tra i giovani italiani nella Gen Z è quello del cosiddetto "subscription debt", ovvero l'accumulo di costi ricorrenti legati a servizi in abbonamento (streaming, fitness, gaming, delivery, software, ecc.), che, sommati, possono generare un impatto significativo sul bilancio mensile.