Torte fatte in casa, biscotti e bigliettini ironici a tema invadono le cattedre e diventano virali sui social: è uno dei tanti trend che raccontano l’evoluzione del modo di vivere la scuola e che, come tutti i fenomeni che conquistano il web, alimentano l’emulazione.
“Newton diceva che ad ogni azione corrisponde una reazione, mangiamo la torta e lei rimanda l’interrogazione” è il nuovo “il cane ha ha mangiato il mio quaderno” oppure “nonna è stata poco bene”.
Insomma fingersi malati, nascondersi dietro la schiena del compagno più alto o inventare le scuse più improbabili per giustificare l'assenza di preparazione sembrano essere ormai tattiche superate.
Nelle aule delle scuole italiane sta prendendo sempre più piede, infatti, una strategia decisamente più raffinata e, soprattutto, "dolce": la negoziazione a suon di zuccheri.
Gli studenti di oggi, dunque, sembrano aver affinato l'antica arte della diplomazia scolastica, provando ora a "corrompere" – rigorosamente tra virgolette e col sorriso – i propri professori, per evitare le temutissime interrogazioni o per addolcire un voto in bilico.
Le loro armi segrete? Vassoi di pasticcini, torte decorate ad arte, pacchi di biscotti e, chicca fondamentale, bigliettini creativi pensati su misura per la materia del docente in questione.
Una pratica che, come documentato da una rassegna di alcuni episodi emblematici assemblata dal portale studentesco Skuola.net, ha trovato la sua naturale cassa di risonanza sui social network, TikTok e Instagram su tutti, trasformandosi in una vera e propria tendenza.
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Da Cartesio a Newton: la "corruzione" diventa colta
L'aspetto più esilarante, al di là del (verosimilmente) gradito contenuto dolce, è però l'ingegno letterario e scientifico che i ragazzi mettono in campo per confezionare il "pacchetto" perfetto.
Le materie scolastiche stesse si trasformano in un'arguta moneta di scambio. C'è chi, per esempio, si appella alla fisica: "Newton diceva che ad ogni azione corrisponde una reazione: mangi il pan gocciole e lei rimanda l'interrogazione", recita un coloratissimo cartello apparso in Rete.
Altri preferiscono scomodare i giganti della filosofia, puntando tutto sul dubbio metodico: "Cartesio diceva di dubitare di tutto... Noi dubitiamo di essere pronti. Possiamo chiederle un rinvio?", si legge accanto a un rassicurante paio di barrette di cioccolato.
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Latino, epica e richieste senza filtri
Persino i licei classici o scientifici, spesso considerati più seriosi, si sono lasciati travolgere dalla moda della “sugar diplomacy”.
Per ingraziarsi i docenti di lettere, ad esempio, alcuni studenti hanno sfoderato il loro miglior latino, accompagnando i dolci con dediche auliche: "Boni ac mirifici discipuli... hoc donum tibi attulerunt", uno dei tanti messaggi che si possono vedere online.
L'obiettivo? Godersi la torta "sine cura et sine poena", ovvero senza preoccupazioni e, soprattutto, senza brutte sorprese sul registro elettronico.
Non mancano le citazioni epiche, con eroi come Achille evocati per rendere la supplica ancora più persuasiva. Ma nella fantasiosa galleria degli stratagemmi ci sono pure complessi calcoli matematici che, una volta risolti sulla lavagna, portano dritti a una meritata merendina.
C’è anche, poi, chi mette da parte la letteratura e va dritto al sodo, puntando sulla cruda onestà. Su una maestosa torta ricoperta di panna è comparsa una richiesta chiara e netta: "Prof, mi può mettere 6?". Un'altra classe, invece, optando per una scenografica torta decorata con fragole fresche, ha tentato di toccare le corde del cuore (e del buon senso) del docente di scienze: "Un bel ricordo insieme è meglio di un 3 in biologia".
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Un fenomeno social fatto di preparazione e ironia
Ciò che rende questo fenomeno un perfetto spaccato della Generazione Z è, in particolare, la sua dimensione da "dietro le quinte". Sui social abbondano, infatti, i video che mostrano i preparativi di questi veri e propri banchetti strategici: dall'infornata della torta a casa, fino alla stesura dei fatidici bigliettini (magari con i volti di Leopardi o D'Annunzio usati come decorazione), per arrivare al momento clou della consegna sulla cattedra.
Così come i commenti ai video sono una miniera di aneddoti, con migliaia di studenti che testimoniano sui propri successi, condividono stratagemmi o prendono appunti per la prossima verifica.
Ma, alla fine, i professori cedono di fronte a un vassoio di pasticcini o a un ciambellone? Questo non è dato saperlo, però una cosa è certa: la creatività e l'ironia degli studenti non conoscono confini quando si tratta di sopravvivenza scolastica. E se è vero che un po' di zucchero aiuta la pillola ad andar giù, forse può fare lo stesso anche con la fatidica e temuta domanda: "Allora, chi viene volontario alla cattedra oggi?".
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