A "QUARTA REPUBBLICA"

Referendum giustizia, Gaia Tortora: "Mio padre non sarebbe stato condannato a 10 anni se le carriere fossero state separate"

A "Quarta Repubblica" la giornalista, figlia di Enzo, spiega: "Io aspetto questa riforma da tantissimi anni"

© Da video

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La giornalista Gaia Tortora, ospite a "Quarta Repubblica" lunedì 16 marzo, parlando del referendum sulla giustizia, ha dichiarato: "Probabilmente mio padre non sarebbe stato condannato a dieci anni se le carriere fossero state separate e se quel giudice non avesse dato per buono quello che gli veniva presentato".
Enzo Tortora fu condannato a dieci anni di carcere il 17 settembre 1985, assolto definitivamente il 13 giugno 1987.

"Sul sorteggio sul Csm - ha aggiunto Gaia Tortora - ho ascoltato questa sera l'intervista della presidente Giorgia Meloni che ho trovato molto centrata. Io non sono un'elettrice di Fratelli d'Italia, non sono di centro-destra, però io aspetto questa riforma da tantissimi anni, da quel giorno lì, perché è un'occasione per tanti di noi".

"Non facciamo le verginelle, la politica già è nella magistratura e lei lo ha ricordato, ha ricordato di come vengono eletti alcuni rappresentanti, lo ha ricordato Palamara, che cosa avveniva nelle interlocuzioni dove c'era l'esponente politico e dove si decidevano le cose", ha spiegato la giornalista. "È più facile dire 'no', 'attenzione', 'finiremo tutti male', 'c'è un attentato alla democrazia', 'questi sono fascisti', è molto più facile far passare questi concetti piuttosto che spiegare pacatamente alle persone che questa è una riforma che si attende da tantissimi anni" ha aggiunto Gaia Tortora. "Se questa volta perdiamo questa occasione, non ce ne sarà un'altra e io sono abbastanza in tensione per questo", ha concluso la giornalista.