Ancora proteste contro il governo

Cuba, blackout completo dell'isola | Trump: "La conquisterò, posso prenderla quando voglio"

Da settimane gran parte dell'isola caraibica non ha accesso continuato alla rete energetica. L'intero Paese ora è al buio

Cuba è rimasta senza elettricità. Lo ha annunciato la compagnia energetica statale dopo giorni in cui due terzi dell'isola caraibica erano rimasti al buio, scatenando violente proteste anti-governative che hanno travolto le principali città tra cui la capitale L'Avana. La "completa disconnessione" del sistema elettrico del Paese, come recita la comunicazione dell'azienda cubana, è frutto del durissimo embargo petrolifero che gli Stati Uniti hanno imposto, proprio con l'obiettivo di mettere pressione al governo e di far rivoltare il popolo contro l'establishment. Da settimane le strade di Cuba sono attraversate da grida contro la politica e contro il Partito comunista, che si è visto incendiare un ufficio nella città di Moron. 

Trump: "Cuba? Posso fare tutto quello che voglio" -

 "Credo proprio che avrò l'onore di conquistare Cuba". Con queste parole Donald Trump è tornato sulla questione dell'isola caraibica, senza nascondere le nuove mire della Casa Bianca. "Sarebbe fantastico. È un grande onore. Posso liberarla o conquistarla: penso di poter fare tutto quello che voglio".

I continui blackout -

 Le interruzioni di corrente sono state causate da un "blocco completo della rete elettrica nazionale", ha dichiarato l'Union Nacional Electrica de Cuba in un comunicato, aggiungendo che sono iniziati i lavori per ripristinare l'erogazione di energia elettrica. Ma dopo settimane di buio, non è facile prevedere quando le lampadine torneranno ad accendersi nell'isola. Per ora la luce è garantita solo a chi si può permettere dei generatori energetici

Il greggio venezuelano e i dialoghi con gli Usa -

 Venerdì il presidente Miguel Diaz-Canel ha rivelato che l'isola non riceveva rifornimenti di petrolio da oltre tre mesi. E che la corrente funzionava grazie all'energia solare, al gas naturale e alle centrali termoelettriche. Un sistema che però è andato in sovraccarico proprio a causa della carenza di greggio, tanto da costringere il governo a rinviare interventi chirurgici per decine di migliaia di persone. A risultare fatale per Cuba è stata la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, avvenuta il 3 gennaio da parte di forze speciali americane. L'Avana, infatti, faceva proprio affidamento su Caracas per il 50-60% del greggio importato. Senza cui L'Avana non riesce a sopravvivere, a meno di scendere a patti con Washington come ha confermato lo stesso presidente cubano. 

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