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Sviluppata un'interfaccia cervello-computer per scrivere con il pensiero

La nuova tecnologia, sperimentata su due pazienti tetraplegici, consente di digitare fino a 22 parole al minuto

© Istockphoto

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Un gruppo di ricercatori americani ha sviluppato una nuova interfaccia cervello-computer che permette di digitare lettere su una comune tastiera usando solo il pensiero. La tecnologia, sperimentata su due pazienti tetraplegici, consente comunicazioni più veloci, precise e rispettose della privacy di quelle realizzabili con i tradizionali sistemi di tracciamento oculare e riconoscimento vocale. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience dai ricercatori del Mass General Brigham Neuroscience Institute e della Brown University dello Stato americano del Rhode Island.

L'interfaccia cervello-computer -

 La nuova neuroprotesi di digitazione, chiamata BrainGate iBCI, è dotata di sensori a microelettrodi che vengono posizionati nella corteccia motoria, la parte del cervello che controlla il movimento. Di fronte alla persona viene poi visualizzata una tastiera Qwerty dove ogni lettera è associata a un dito specifico e a una posizione dello stesso dito (per esempio, dito su, dito giù oppure dito piegato). Qwerty è il più comune schema per tastiere alfanumeriche, utilizzato nella maggior parte delle tastiere per computer e dispositivi mobili. Il nome deriva dalla sequenza delle lettere dei primi sei tasti della riga superiore della tastiera (Q, W, E, R, T, Y, appunto). 

Come funziona -

 Quando la persona immagina di dover muovere le dita in un determinato modo per digitare una lettera, gli elettrodi registrano l'attività elettrica del cervello legata a quel movimento. Il segnale viene inviato a un computer che interpreta questi schemi di attività cerebrale e li traduce nella lettera corrispondente. L'output viene poi elaborato da un modello linguistico predittivo per garantire un risultato comunicativo coerente e accurato.

Durante il test, un partecipante è riuscito a raggiungere una velocità di digitazione massima di 110 caratteri, ossia 22 parole al minuto, con un tasso di errore di parola dell'1,6% (un risultato paragonabile a quello ottenuto da persone sane). L'altro paziente ha digitato fino a 47 caratteri al minuto. Entrambi i partecipanti hanno usato il dispositivo comodamente da casa propria, dimostrando il potenziale per la traduzione e l'utilizzo domestico in futuro.

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