Gli iracheni hanno iniziato la distruzione dei primi quattro missili dei quali avevano annunciato l'eliminazione. Lo affermano fonti ufficiali a Baghdad. Lo smantellamento è avvenuto sotto la supervisione dell'Onu. Dunque, sembra andato a buon fine l'incontro fra gli esperti di Saddam Hussein e gli ispettori delle Nazioni Unite, che avevano anticipato il segnale di distensione da parte del dittatore.
La distruzione è stata completata nei tempi fissati, ha detto il portavoce delle Nazioni Unite a Baghdad, Hiro Ueki. "Posso confermare che quattro missili Al Samoud sono stati distrutti", ha dichiarato. L'eliminazione dei missili è avvenuta nella base militare di Taji, 40 chilometri a nord di Baghdad.
I colloqui tra l'Onu e Saddam
I rappresentanti dell'Unmovic, la Commissione Onu di Monitoraggio, si erano recati ai colloqui con la fiducia di pervenire a un risultato che potesse indirizzare il confronto fra Iraq e l'Onu verso un accordo. I missili al Samoud II sono proibiti dalle Nazioni Unite in quanto eccedono di circa trenta chilometri la portata massima consentita, che è di 150. Al centro della riunione le modalità di distruzione degli ordigni che andava intrapresa il più presto possibile, anche nelle prossime 24 ore, in base alla scadenza-limite imposta all'Iraq dal capo dell'Unmovic Hans Blix.
Qualche giorno fa allo stesso Blix era stata consegnata una lettera in cui, pur definendo l'ingiunzione "ingiusta" e dettata da finalità meramente "politiche", l'Iraq si diceva disposta a procedere. Le delegazioni che prendono parte ai colloqui sono guidate rispettivamente dal generale Amir al Saadi, consigliere presidenziale di Saddam Hussein, e dall'ispettore più alto in grado, Dimitri Perricos. Il messaggio a Blix era firmato proprio da al Saadi.