Sono stati sequestrati nella loro villa a Capalbio, in provincia di Grosseto. Lui è stato fatto mettere a sedere, con la pistola puntata alla testa: "Dicci dov'è la cassaforte". Un sequestro in piena regola. I quattro malviventi con il volto coperto speravano di trovare nella casa dei due imprenditori maremmani il provento della giornata di lavoro, ma in casa c'era soltanto un po' di denaro in contanti. Ma non si sono accontentati solo di quello. Hanno anche rubato la fede della suocera dell'uomo, morta da appena venti giorni.
Il blitz nel cuore della notte -
È venerdì sera. Quattro malviventi fanno irruzione nella villa nelle campagne in Maremma. Hanno il volto coperto dal passamontagna e sono armati con una pistola. Entrano dal giardino e aspettano che arrivi l'imprenditore. Arriva prima la moglie, che sorprendono alle 22:30 di notte. Si fanno aprire le porte di casa e la minacciano chiedendo dove fosse la cassaforte. Che però in casa non c'è.
Il marito arriva un'ora dopo e dalle finestre di casa aperte capisce che qualcosa non va, ma non si immaginava fino a quel punto. Dopo poco anche lui si trova sotto scacco dei ladri. Con la pistola alla tempia.
La cassaforte che non c'è e il bottino -
"Dicci dov'è la cassaforte". Così i ladri mentre gli puntano la pistola alla testa. Pensavano che lui, 67 anni, di Capalbio, tornasse a casa con i guadagni della giornata. Ma aveva ceduto l'attività due anni fa. Così hanno ripiegato sul denaro in contante trovato a casa: circa 400 euro. Ma non paghi del bottino, hanno anche prelevato la fede della madre di lei, che era morta da appena venti giorni.
Le indagini -
Come spiega Il Tirreno, i ladri erano decisi ma non aggressivi, anche se per la coppia il tempo sotto la minaccia della pistola è stato interminabile e la paura è stata tanta. Dopo che i rapinatori sono scappati, i coniugi hanno avvisato i carabinieri e l’imprenditore ha sporto denuncia.