Un giudizio meno ottimista di quello di S&P, ma comunque favorevole. L'agenzia Fitch ha confermato il rating dell'Italia a BBB+, con outlook stabile. "Il rating dell'Italia è sostenuto da un'economia ampia, diversificata e ad alto valore aggiunto, nonché dai benefici in termini di stabilità istituzionale e finanziaria derivanti dall'appartenenza all'Ue e all'eurozona - fa sapere l'agenzia -. Il rating è inoltre supportato da elevati livelli di ricchezza e da indicatori di governance relativamente solidi. Questi punti di forza sono controbilanciati da un debito pubblico molto elevato e da limitate prospettive di crescita a medio termine, che limitano la flessibilità fiscale e la capacità di riduzione del debito".Un rating, quello di Fitch, che aveva premiato l'Italia l' scorso autunno, con un innalzamento da BBB a BBB+ con outlook stabile: il primo upgrade firmato dall'agenzia americana dal 2021. A fine gennaio, Standard & Poor's aveva invece confermato il rating dell'Italia BBB+ e alzato l'outlook da stabile a positivo.
"L'elevatissimo" debito pubblico italiano rimane il principale vincolo per il rating, "riflettendo uno spazio fiscale limitato e un'elevata sensibilità a shock negativi sulla crescita o sui tassi di interesse", evidenzia Fitch. Il debito delle amministrazioni pubbliche si attestava al 137,1% del Pil nel 2025, leggermente al di sopra della precedente previsione del 136,5%, principalmente a causa di maggiori disponibilità liquide. L'agenzia di rating prevede che "il debito raggiungerà il picco del 137,8% del Pil nel 2026, per poi iniziare una traiettoria discendente". Lo scenario di base "prevede un calo di almeno 1 punto percentuale del Pil all'anno a partire dal 2027, trainato da avanzi primari sostenuti e da una modesta crescita nominale".