Un'altra grana giudiziaria

Kanye West condannato a risarcire un operaio: 140mila dollari per i lavori nella villa di Malibu

La decisione dell'Alta Corte di Los Angeles dopo la denuncia del capocantiere per condizioni di lavoro estreme, stipendi contestati e presunti abusi durante la ristrutturazione

© IPA

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Nuovi problemi legali per il rapper statunitense Kanye West. L'Alta Corte di Los Angeles ha stabilito che l'artista dovrà versare 140mila dollari di risarcimento a un operaio che lavorava alla ristrutturazione della sua villa sulla spiaggia di Malibu. La causa era stata intentata dal capocantiere e tuttofare nel progetto, che aveva accusato il musicista e la moglie Bianca Censori di avergli imposto condizioni di lavoro inaccettabili, tra cui l'obbligo di rimanere nel cantiere senza poter lasciare la proprietà.

La villa da 57 milioni e i lavori di ristrutturazione -

 La vicenda risale al 2021, quando West acquistò una spettacolare villa sulla spiaggia per circa 57 milioni di dollari. L'edificio era stato progettato dal celebre architetto giapponese Tadao Ando, vincitore del Pritzker Architecture Prize. Per la ristrutturazione il rapper aveva ingaggiato l'operaio con un compenso pattuito di circa 20mila dollari a settimana. Secondo l'uomo, però, i pagamenti non sarebbero stati regolari: avrebbe ricevuto solo 20mila dollari nella prima settimana e un ulteriore saldo di 100mila, motivo per cui aveva chiesto un risarcimento molto più alto, pari a 1,7 milioni di dollari. Il tribunale gli ha riconosciuto un indennizzo inferiore, stabilendo comunque che parte delle sue rivendicazioni fosse fondata.

Le accuse: lavoro forzato e umiliazioni -

 Durante il processo il capocantiere ha raccontato di aver lavorato nella villa per circa sei settimane, occupandosi di interventi radicali: dalla rimozione degli impianti elettrici e idraulici alla modifica della struttura interna, compresa la sostituzione di una scala con uno scivolo. L'uomo ha dichiarato di essersi infortunato al collo e alla schiena durante i lavori e di essere stato costretto a restare nel cantiere senza poter uscire. In alcune occasioni, ha raccontato, West lo avrebbe svegliato nel cuore della notte chiedendogli perché non stesse lavorando.

Tra gli episodi più insoliti raccontati in aula c'è quello avvenuto nel lussuoso Nobu Hotel Malibu, dove il rapper avrebbe portato l'operaio per costringerlo a fare una doccia, accusandolo di avere un cattivo odore. Secondo il lavoratore, West avrebbe persino preparato personalmente il bagno dicendogli: "Questo è un momento che non dimenticherai mai".

La difesa del rapper -

 Dal canto suo, West ha dichiarato in tribunale di non ricordare nel dettaglio gli episodi descritti dal lavoratore, pur ammettendo di avergli detto che puzzava. Il suo avvocato ha sostenuto invece che l'operaio sia stato pagato regolarmente per tutte le sei settimane di lavoro, per un totale di 240mila dollari. Il legale lo ha definito disonesto, affermando che alcune sue dichiarazioni sarebbero state smentite anche da un video online in cui l'uomo appare mentre suona con la sua band e si muove senza apparenti difficoltà, nonostante gli infortuni dichiarati.

Un lungo elenco di cause legali -

 Quello concluso a Los Angeles non è un caso isolato. Negli ultimi anni, l'artista è stato coinvolto in numerose controversie legali. Secondo diverse ricostruzioni, sarebbero almeno una dozzina le cause avviate da ex collaboratori e dipendenti. Tra le accuse emerse negli ultimi tempi c'è anche quella della modella Jennifer An, ex finalista del reality America's Next Top Model, che nel 2024 ha denunciato presunti abusi durante la registrazione di un videoclip. Prima di lei, l'ex assistente Lauren Pisciotta aveva raccontato di condizioni di lavoro estremamente difficili all'interno dell’entourage dell'artista.

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