è stata ricoverata per mesi in pericolo di vita

Bologna, i genitori della bimba nata con l'Hiv: "Colpevoli di aver sottovalutato il rischio"

Secondo l'accusa, la mamma - con la complicità del marito - avrebbe nascosto la sua sieropositività mentre era incinta e una volta nata la figlia non si sarebbe sincerata se anche lei avesse contratto la malattia

© -afp

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"Siamo colpevoli di aver sottovalutato il rischio". Lo hanno affermato i genitori della bimba nata con l'Hiv e rimasta ricoverata per mesi in terapia intensiva in pericolo di vita. Secondo l'accusa, la madre - con la complicità del marito - avrebbe nascosto la sua sieropositività mentre era incinta, non dicendo nulla ai medici né facendo qualcosa per scoprire se la malattia fosse stata trasmessa alla figlia. Per questo motivo i due sono a processo, a Bologna, per maltrattamenti aggravati alla figlia. 

I genitori: "Molte falsità" -

 "Molte falsità - ribatte a Il Resto del Carlino l’avvocato Pasqualino Miraglia, che li assiste -. L'accusa di maltrattamenti presuppone un dolo, una volontà di causare una lesione. Non è il loro caso". I due, come detto, sono a processo a Bologna per maltrattamenti aggravati alla figlia: lui è italiano, lei è di origine colombiana. "Siamo colpevoli di avere sottovalutato il rischio, questo sì, ma non di tutto il resto - dichiarano i genitori della piccola, tramite il legale -, nostra figlia è stata curata e visitata".

La mamma e il papà sono poi accusati di avere continuato a ostacolare le cure alla piccola anche dopo la scoperta della malattia, con il padre che in un caso arrivò a ingerire lui stesso medicinali destinati alla figlia. "Ma no - spiega l'avvocato Miraglia -, il papà prese uno sciroppo davanti alla figlia per 'dimostrarle' quanto fosse buono così che lo prendesse anche lei. Tutto qua. Abbiamo in lista una ventina di testimoni per la difesa, dimostreremo come stanno davvero le cose".

La piccola era denutrita, camminava male e aveva denti in pessime condizioni -

 La bimba adesso frequenta una scuola in provincia di Bologna e vive in una casa famiglia con la mamma. La situazione emerse grazie a una pediatra a cui la coppia si rivolse nel luglio 2023 perché la piccola aveva febbre e tosse da settimane. La dottoressa, sostituta del pediatra titolare, si accorse che dopo la nascita, avvenuta in Spagna nel 2017, la scelta del medico era stata fatta solo a novembre 2022, ma la bimba non era mai stata visitata. Camminava male, era denutrita, dissero, con denti in pessime condizioni, parametri di crescita scarsi e indossava ancora il pannolino.

"La pediatra disse ai genitori che c’era bisogno di un ricovero urgente, ma loro avrebbero banalizzato", spiega il Carlino. A quel punto la dottoressa li avvertì che se non l’avessero portata in ospedale, avrebbe avvisato i carabinieri. Cosa che poi fece. E da lì la segnalazione arrivò anche alla procura. 

La piccola ricoverata in pericolo di vita -

 La bambina fu ricoverata all'ospedale Maggiore e si arrivò alla diagnosi di infezione da virus Hiv in stato avanzato. Ma i genitori, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, continuarono a non dire nulla della patologia della madre e poi ammisero di aver fatto nascere la figlia fuori da strutture sanitarie, per evitare controlli e vaccini.

“Non è vero - dice l'avvocato Miraglia al Resto del Carlino -, la mamma andò a partorire in Spagna perché lì ha dei parenti, e non per sfuggire, come hanno detto, ai protocolli sanitari italiani. I genitori non sono dei no vax, non c'è alcuna questione ideologica. Anzi, in Spagna la bimba fu sottoposta a cure e controlli prestabiliti e poi visitata anche qui in Italia, abbiamo i certificati”. Peraltro "la mamma seppe di essere sieropositiva nel 2016 e prese farmaci antiretrovirali, pensava di stare meglio", precisa il legale.

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