Matteo Renzi lancia la sfida: "Per me ci vogliono le primarie, dobbiamo scegliere il candidato o la candidata che si contrapporrà a Meloni solo con le primarie. So che non tutti sono favorevoli. Ma io penso che sia arrivato il momento per il centrosinistra di guardarsi negli occhi". Per il leader di Italia Viva lo scenario politico è cambiato rispetto a qualche mese fa e i sondaggi mostrerebbero una distanza più ridotta tra i due schieramenti.
"La Meloni non va bene? Bene. Tu centrosinistra che vuoi fare?", incalza Renzi, convinto che per essere credibile l’alternativa debba partire da una scelta condivisa della leadership. E sull’identikit del possibile sfidante aggiunge: "Mi piacerebbe che ci fosse qualche sindaco, qualche sindaca, qualche presidente di regione".
Il progetto delle "primarie delle idee" -
Accanto alla scelta del candidato, Renzi lancia anche un percorso di confronto programmatico che chiama "le primarie delle idee". L’obiettivo, spiega, è costruire una base comune per l’opposizione coinvolgendo cittadini, accademici e politici. Il progetto dovrebbe partire alla fine di giugno e durare alcuni mesi, con il coordinamento del professor Tommaso Nannicini. "Per due-tre mesi lavoreremo insieme, dalla base", afferma Renzi, con l’intenzione di chiedere direttamente ai cittadini quali siano le priorità per il Paese nei prossimi cinque o dieci anni. Da questo lavoro, secondo il leader di Italia Viva, dovrebbe nascere un terreno comune di confronto con Pd, Movimento 5 Stelle e sinistra radicale. "Senza centrosinistra unito non si vince", sostiene, ma allo stesso tempo avverte che senza idee condivise l’opposizione rischia di non essere credibile agli occhi degli elettori.
"Elly Schlein? Ha rimesso in piedi una coalizione" -
Nel ragionamento di Renzi trova spazio anche una valutazione sulla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Il leader di Italia Viva riconosce che la segretaria ha ricostruito un campo politico che in precedenza appariva frammentato. "Schlein è diversa da me e ha sicuramente spostato il Pd più a sinistra, ma raccontare che in questi tre anni non è successo niente è profondamente ingeneroso", afferma. Secondo Renzi, quando la segretaria ha assunto la guida del partito la situazione delle alleanze era compromessa: "C’erano le macerie delle coalizioni". Pur con difficoltà, sostiene, Schlein avrebbe contribuito a rimettere insieme i pezzi del campo progressista. "Oggi una coalizione c’è, con tutte le difficoltà, e c’è un percorso", conclude.