la nuova passione del cantante

Manuel Agnelli spegne 60 candeline: carriera, ritorni e... un obiettivo inatteso

Dal rock indipendente agli esperimenti culturali, fino al… ping pong: il leader degli Afterhours non smette di stupire

© Ufficio stampa | Manuel Agnelli

© Ufficio stampa| Manuel Agnelli

Un compleanno speciale, celebrato con l’ironia che lo contraddistingue. "Questo è l’ultimo che festeggio. Poi faccio come la regina Elisabetta e smetto di contarli": così Manuel Agnelli aveva scherzato in una recente intervista a Rolling Stone. Oggi, 13 marzo, il leader degli Afterhours compie i fatidici 60 anni, 40 dei quali dedicati alla sua musica, costruendo un percorso che lo ha reso una delle figure più influenti della scena italiana.

Dalla nascita degli Afterhours al rock italiano -

 Nato a Milano nel 1966 e cresciuto a Corbetta, nell’hinterland milanese, Agnelli fonda gli Afterhours nel 1985. Il gruppo diventa presto uno dei punti di riferimento del rock alternativo italiano. I primi lavori sono in inglese, con album come All the Good Children Go to Hell e During Christine’s Sleep. La vera svolta arriva negli anni Novanta con il passaggio all’italiano: prima Germi, poi nel 1997 Hai paura del buio?, disco che è diventato un’icona della scena indipendente.

Il Manuel Agnelli produttore -

 Nel corso degli anni Agnelli costruisce anche un ruolo importante come produttore e promotore culturale. Collabora con artisti come Cristina Donà e con band come i Verdena, sostenendo una scena musicale lontana dalle logiche del mainstream.

Nel 2001 fonda e dirige il "Tora! Tora! Festival", un progetto musicale itinerante che aveva l'intento di riunire il meglio della scena alternative italiana. Accanto alla musica, continua a sviluppare progetti culturali: tra questi c’è Germi - Luogo di contaminazione, spazio milanese aperto nel 2019 che ospita concerti, incontri e iniziative indipendenti.

Tra musica, cinema e teatro -

 Dopo alcune esperienze televisive, Agnelli torna sul palco, il luogo dove si sente davvero a casa. Nel 2022 pubblica il suo primo album solista: Ama il prossimo tuo come te stesso, nato durante il periodo del lockdown e caratterizzato da una scrittura più intima rispetto ai lavori con la band.

Tra i brani spicca La profondità degli abissi, pezzo premiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come miglior canzone originale per il film Diabolik dei Manetti Bros. Dal 2023 è inoltre protagonista della versione italiana dell’opera rock Lazarus, scritta da David Bowie ed Enda Walsh, dove interpreta il personaggio di Newton.

Il tour e il rapporto con il pubblico -

 Negli ultimi anni il musicista ha continuato a portare in giro la sua musica con l’energia che lo ha sempre contraddistinto. Il tour estivo con gli Afterhours ha registrato numeri importanti: quasi 160 mila spettatori. Un risultato che Agnelli racconta con fierezza: "Mi rende orgoglioso il fatto di essere riuscito a vivere con la musica, ancora a questa età, delle sensazioni ancora molto potenti".

Il sogno dei 60 anni -

 Ma a sessant’anni gli obiettivi possono cambiare. E tra musica e progetti culturali c’è spazio anche per una passione inaspettata. "Sto cercando di diventare forte a ping pong sotto la guida di un maestro di livello mondiale come il cinese Yang Min", ha raccontato in un’intervista a Il Giorno. Il suo nuovo traguardo? "Diventare un mostro al tavolo da ping pong". Un sogno curioso, che racconta bene lo spirito di un artista abituato a reinventarsi continuamente.