A fine 2023, l'Inps aveva comunicato a un uomo di Modena che gli sarebbe stata revocata la pensione percepita nel 2022 - circa 34mila euro - per aver fatto la comparsa nel film su Enzo Ferrari di Michael Mann, con attori internazionali come Penelope Cruz e Adam Driver, percependo 300 euro (una sorta di rimborso spese). Nei giorni scorsi, una sentenza della corte d'Appello di Bologna ha dato ragione al pensionato, il quale riavrà i suoi soldi. Lo riporta il Corriere di Bologna.
Il giornale spiega che l'uomo era andato in pensione con "Quota 100" nel 2020: aveva 62 anni e 38 anni di contributi. Nel 2022, aveva deciso di concedersi la realizzazione di un sogno: fare, appunto, la comparsa nel film "Ferrari". Dopo essere stato scelto dalla produzione del film, aveva così preso parte a due giorni di riprese per poi apparire nella pellicola per pochi secondi.
Nel 2023, la doccia fredda: la comunicazione dell'Inps per, riporta sempre il Corriere, "violazione della normativa sulla non cumulabilità dei redditi per chi è andato in pensione con 'Quota 100'". "Considerando le sue prestazioni nel film come lavoro dipendente", l'ente previdenziale annunciava quindi il recupero della pensione per tutto il 2022. L'uomo si era rivolto al Patronato Inac-Cisl e aveva impugnato il provvedimento. L'Inps, aggiunge il quotidiano, "non volle sentire ragioni e si finì in tribunale".
I giudici del Tribunale civile di Bologna, sezione lavoro, "hanno respinto definitivamente nel merito il ricorso dell'Inps". Durante il procedimento, infatti, è emerso che il pensionato non aveva "prestato lavoro nei termini indicati dall'Inps". L'uomo aveva ceduto i diritti di immagine a una società senza firmare contratti di lavoro. La sua prestazione poteva inquadrarsi "come lavoro occasionale autonomo, cumulabile con il suo trattamento pensionistico".