Un ultimo scambio di battute con l'amica, quando si trovava nel sedile del passeggero di una Bmw guidata da un 25enne. Poi più nulla. Sono undici giorni che si è persa ogni traccia di Elena Rebeca Burcioiu, la 21enne romena orfana di genitori arrivata nel Foggiano tre mesi fa in cerca di lavoro con una connazionale 38enne. Le due, dopo qualche esperienza di lavoro nei campi della provincia di Barletta-Andri-Trani, avevano iniziato a prostituirsi per la mancanza di uno stipendio costante e sufficiente.
Il cliente della Bmw e l'ultima telefonata con l'amica -
È duplice la strada che gli inquirenti stanno battendo. Da una parte c'è il misterioso uomo straniero che, stando al racconto della 38enne, avrebbe importunato le due donne qualche giorno prima della scomparsa, avvenuta lunedì 2 marzo. Dall'altra c'è la Bmw nera. Quella a bordo della quale Elena Rebeca sarebbe salita intorno alle 11 nella strada che collega Foggia a San Severo. La 21enne avrebbe concordato con il giovane conducente un incontro di pochi minuti per poi allontanarsi verso un casolare abbandonato poco più in là. Intorno alle 12.30, non vedendola tornare, l'amica l'aveva contattata. Elena aveva risposto rassicurandola: "Ci siamo spostati, c'era un camion". Al telefono avrebbe parlato anche con l'uomo, che avrebbe detto di aver concordato con la 21enne un incontro più lungo del previsto dietro un pagamento aggiuntivo. La comunicazione si sarebbe poi interrotta bruscamente e la 21enne non avrebbe più risposto alle telefonate dell'amica.
La giacca bianca e il telefono a bordo strada -
Sono poche le tracce che finora i gruppi di ricerca degli investigatori hanno rinvenuto. Il telefonino della donna è stato trovato ai bordi della statale 16, all'altezza di borgo La Rocca. Così anche il giaccone di pelliccia bianca che la giovane, secondo la denuncia della connazionale, indossava propri il giorno della scomparsa e che avrebbe lasciato cadere a terra prima di salire sulla Bmw. Sul posto è intervenuto anche un cane molecolare e un drone della polizia locale che hanno controllato tutte le campagne circostanti. Ma di Elena nemmeno l'ombra.
Le testimonianze della altre donne: "Piangeva" -
Gli inquirenti stanno passando al vaglio anche alcune testimonianze. Secondo quanto riporta Repubblica, la 38enne era spaventata che "l’amica potesse essere finita nel giro della prostituzione gestito da gruppi stranieri, che impongono alle prostitute della zona 150 euro per tre giorni". Altre donne, che si prostituiscono lungo la statale, avrebbero raccontato di una "ragazza impaurita che sicuramente non voleva fare questo mestiere e che piangeva".