SALUTE DEI PET

Pulci e zecche non sono più solo un problema estivo

Oggi il rischio per cani e gatti può durare tutto l’anno

© Istockphoto

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Pulci e zecche non seguono più il calendario come un tempo. Se in passato si parlava di “stagione dei parassiti”, oggi il clima più mite e gli inverni brevi stanno cambiando lo scenario in modo evidente.

Ne abbiamo parlato con il Prof. Ezio Ferroglio, docente presso l’Università degli Studi di Torino, che conferma:

«Oggi non possiamo più parlare di un problema solo stagionale. Esistono ancora dei picchi in primavera e in autunno, ma le zecche sono ormai presenti tutto l’anno, anche in montagna, e le pulci trovano nelle case temperature favorevoli in ogni stagione».

Un cambiamento che riguarda tutto il territorio nazionale, dalle città alle aree rurali.

Un problema che riguarda anche le città -

 Non è solo una questione di boschi e campagne. Le cosiddette “isole di calore” urbane — zone cittadine dove la temperatura è più alta rispetto alle aree circostanti — creano condizioni favorevoli alla sopravvivenza e all’attività dei parassiti. Parchi pubblici, giardini condominiali, aree verdi frequentate da animali selvatici (cinghiali, volpi, scoiattoli, ricci, pipistrelli, gabbiani, piccioni, ratti, ricci) o da altri cani possono diventare punti di contatto e di esposizione. Le pulci, inoltre, trovano nelle abitazioni ambienti ideali: temperatura costante, presenza dell’animale ospite e tessuti come tappeti e cucce permettono loro di sopravvivere anche nei mesi invernali. Per questo oggi un’infestazione può verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno, anche quando fuori fa freddo.

Non solo fastidio: i rischi per la salute -

 Pulci e zecche non causano soltanto prurito o irritazioni cutanee. Possono trasmettere microrganismi responsabili di malattie anche importanti. Come sottolinea Ferroglio: «Le zecche rappresentano un rischio anche per l’uomo, perché possono trasmettere microrganismi come Babesia, Anaplasma, Ehrlichia e Borrelia, responsabili di malattie anche molto gravi». Il tema riguarda quindi la salute degli animali, ma anche quella delle persone, soprattutto in un contesto in cui la convivenza tra pet e famiglia è sempre più stretta.

Viaggi e nuovi spostamenti -

 Sempre più proprietari viaggiano con il proprio cane, in Italia e all’estero. Questo può esporre l’animale a parassiti presenti in aree diverse rispetto a quelle abituali e contribuire alla loro diffusione in zone dove prima erano meno frequenti. Anche questo fattore ha modificato la mappa del rischio negli ultimi anni.

La prevenzione oggi è continuativa -

 Il messaggio è chiaro: non basta più proteggere il nostro pet solo nei mesi caldi. La prevenzione deve essere pianificata insieme al medico veterinario, che valuta stile di vita, ambiente, presenza di altri animali e livello di rischio, impostando un piano personalizzato e continuativo. In un contesto climatico che cambia, proteggere il proprio cane o gatto solo in primavera ed estate non è più sufficiente: oggi è fondamentale garantire una copertura adeguata 12 mesi l’anno, evitando vuoti di protezione e riducendo il rischio per tutta la famiglia.

Chi è il Prof. Ezio Ferroglio -

 Ezio Ferroglio è Professore Associato presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino. È membro dell’European Veterinary Parasitology College e dell’European College of Veterinary Public Health. Si occupa di epidemiologia e diagnosi delle parassitosi, in particolare delle zoonosi. È autore o coautore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche ed è presidente di ESCCAP Italia.

I contenuti di questa pagina sono stati prodotti in collaborazione con MSD Animal Health