dati preoccupanti

In Italia +20% di casi di sifilide: sos malattie sessualmente trasmesse

Tutto quello che c'è da sapere su questa patologia in aumento soprattutto tra i giovani: cos'è, come si cura e come proteggersi

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Impennata di nuovi casi di sifilide. Definita la “malattia del sesso”, è una patologia che molti pensavano archiviata, ma ora torna a fare paura.  Un aumento si registra anche in Italia, in particolare tra adolescenti e giovani adulti. Esperti come l'infettivologo Matteo Bassetti hanno lanciato l'allarme, segnalando un “aumento impressionante di casi” già tra i quindici e i diciassette anni, e invitando a cambiare velocemente rotta, sul fronte della prevenzione e dell’informazione.

Aumento di sifilide in Italia ed Europa -

 Dai dati del sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (Iss) emerge una crescita parallela di altre infezioni sessualmente trasmesse (IST) come gonorrea e clamidia. Solo tra il 2021 e il 2022, le notifiche di sifilide in Italia sono cresciute di circa il 20%. L’aumento dei casi non riguarda soltanto il contesto nazionale. Anche a livello europeo si osserva una tendenza analoga: nel 2022, nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, le segnalazioni hanno superato quota 35.000, segnando un balzo del 34% rispetto all'anno precedente.

Cos'è la sifilide -

 La sifilide è un’infezione sessualmente trasmessa causata dal batterio Treponema pallidum. Questa patologia si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti e la cosiddetta trasmissione verticale, ovvero quando il batterio passa dalla madre al feto durante la gestazione, provocando la sifilide congenita. La malattia si sviluppa secondo diversi stadi. Allo stadio primario si manifesta con un'ulcera indolore (sifiloma) nel punto di ingresso del batterio. Se non intercettata, evolve in una fase secondaria (sifilide secondaria) che si manifesta con la presenza di macchie cutanee, febbre, mal di gola, disturbi gastrointestinali, dolori ossei e linfoadenopatia. Lo stadio tardivo si presenta molti anni dopo il contagio (dieci - trent'anni), se la malattia non è stata trattata. In questa fase si possono avere danni irreversibili al sistema nervoso, all'apparato cardiovascolare, ma anche alla cute.  In questo stadio possono essere interessati anche le ossa, i tendini, lo stomaco, il fegato, la milza e i polmoni. 

Come si cura -

 Oggi la sifilide può essere trattata efficacemente grazie alla somministrazione di antibiotici specifici, in primis la penicillina G benzatinica. La principale sfida, tuttavia, non è farmacologica ma diagnostica. Poiché l'infezione può decorrere in modo asintomatico, gli esperti evidenziano l'importanza di test sierologici periodici per chi ha comportamenti a rischio. Per evitare danni permanenti è fondamentale intervenire nelle fasi iniziali

Perché aumentano i casi di sifilide -

 Alla base dell’aumento dei casi sembra esserci anche un cambiamento nei comportamenti e nella percezione del rischio. Da una parte Da un lato, la normalizzazione del sesso occasionale e l’utilizzo delle piattaforme digitali rendono più frequenti i rapporti con partner diversi in tempi brevi; dall’altra, molti giovani non considerano il preservativo un presidio imprescindibile, in particolare dopo il periodo in cui l’attenzione mediatica era concentrata quasi del tutto su altre emergenze sanitarie. In aggiunta, l’educazione sessuale è spesso frammentaria o assente, sostituita da informazioni raccolte online, tra social e contenuti non sempre affidabili. Il risultato è una generazione che vive il sesso con maggiore libertà, ma con strumenti insufficienti per proteggersi realmente.

I suggerimenti per ridurre il rischio -

 Gli esperti forniscono alcuni suggerimenti fondamentali per ridurre il rischio. Utilizzare il preservativo nei rapporti con partner occasionali o quando non si conosce lo stato sierologico dell'altra persona, oltre all'importanza di sottoporsi a controlli periodici se si hanno più partner. Inoltre è consigliabile prestare attenzione a segnali come lesioni genitali od orali, rash cutanei insoliti, sintomi che compaiono dopo un rapporto non protetto.

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