in attesa del nuovo processo

Harvey Weinstein racconta la prigionia a Rikers Island: "Sono stato preso a pugni da un altro detenuto, ho paura di morire"

L'ex produttore di Hollywood: "Non durerò molto qui dentro. Mai aggredito una donna, ma forse ho esagerato con le avances"

© Afp

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Tutto il giorno in cella, con una mezz'ora soltanto all'aperto sulla sedia a rotelle. Nessun contatto umano, se non con gli agenti di custodia e gli infermieri della prigione. Questo è "l'inferno" di Rikers Island, il famigerato carcere newyorkese dove l'ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein (74 anni) è rinchiuso in detenzione preventiva in attesa del nuovo processo che si apre il 14 aprile, e che tornerà a puntare i riflettori sulle accuse di abusi sessuali che da sei anni lo tengono dietro le sbarre. "A Rikers Island è un inferno", ha detto Weinstein a Hollywood Reporter, che lo ha intervistato a tutto campo per la prima volta da quando nel 2018 è esploso lo scandalo che lo riguarda.

Le differenze con il precedente carcere -

 "A Rikers Island è un inferno - ha dichiarato Weinstein alla testata americana -. Era diverso quando ero nella prigione dello Stato di New York". Lì, infatti, l'ex produttore è stato rinchiuso fino al 2024, quando la prima condanna federale a 23 anni fu annullata per un vizio di forma. Nel frattempo, sono partiti un processo a Los Angeles e i ricorsi in Appello. A giugno 2025, è stato giudicato colpevole di un capo d'accusa per aggressione sessuale.

Nella prigione dello Stato di New York "mi alzavo la mattina, facevo colazione, vedevo amici, parlavo con persone. Guardavano la tv assieme", ha ricordato. A Rikers, invece, Weinstein si trova in isolamento da 19 mesi per timore di possibili azioni di altri detenuti. "Essere una celebrità qui è un problema. Altri detenuti escono in cortile, ma io qui sono sotto assedio. Sono costantemente minacciato e deriso. Non durerò molto qui dentro", ha denunciato l'ex boss di Hollywood.

Nel colloquio con la rivista, Weinstein ha raccontato di essere stato colpito al volto da un altro detenuto mentre stava cercando di utilizzare il telefono del carcere: "Gli ho chiesto se avesse finito. Ha staccato la cornetta dall'orecchio e mi ha dato un pugno in faccia. Sono caduto a terra, sanguinando dappertutto".

"Rischio di morire in carcere, sono innocente" -

 Negli ultimi anni Weinstein ha avuto gravi problemi salute (diabete, un'operazione d'urgenza al cuore, la diagnosi di un cancro al midollo spinale). L'ex produttore si è detto "spaventato a morte" di fronte alla possibilità di morire in carcere: "Con tutta la vita che ho avuto e le cose che ho fatto per la società, non c'è clemenza o gentilezza verso di me". L'ex re di Hollywood continua a sostenere la sua innocenza, affermando che le sue accusatrici sono scese in campo "perché c'erano soldi in gioco". "Per ottenere un assegno bastava compilare un modulo in cui si diceva che le avevo aggredite", ha sostenuto.

Le (timide) ammissioni e la proclamazione di innocenza -

 Nell'intervista, Weinstein ha ammesso di "aver fatto avances a qualcuna di queste donne senza successo", di avere "forse esagerato" ed "essere stato troppo insistente". Il premio Oscar per Shakespeare in Love ha inoltre detto che non avrebbe mai dovuto uscire con le donne con cui si accompagnava: "Ero sposato con una donna fantastica che non aveva idea di quello che stavo facendo. Mentivo continuamente. Ho usato impropriamente il mio staff per nascondere queste cose. Ma ho mai aggredito sessualmente una donna? No, non l'ho mai fatto".

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